L’ONU CONDANNA L’ITALIA PER IL MANCATO RICONOSCIMENTO DELLA FIGURA DEL CAREGIVER FAMILIARE E DEI SUOI DIRITTI FONDAMENTALI
Il Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità, il più alto organismo riconosciuto a livello mondiale per la tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, si è pronunciato il 3 ottobre 2022, riconoscendo lo stato di effettiva gravità in cui vivono i Caregiver Familiari in Italia: il mancato riconoscimento giuridico dello status sociale della loro figura ne pregiudica l’adeguato inserimento in un quadro normativo di tutela e assistenza e viola i diritti delle persone con disabilità all’uguaglianza e alla non-discriminazione, alla vita indipendente e all’inclusione nella comunità, al rispetto del domicilio nonché il diritto delle stesse e dei propri familiari adeguati standard di vita e protezione secondo quanto previsto agli articoli 5, 19, 23 e 28 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità.
La decisione di accoglimento del ricorso presentato da Confad nel 2017 accerta la violazione da parte dell’Italia degli obblighi internazionali assunti con la ratifica della Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità del 2006.
Questa ratifica avrebbe dovuto segnare: “Un importante traguardo per il Paese intero. La capacità di risposta ai bisogni delle persone con disabilità è uno degli indicatori principali di un Welfare moderno, maggiormente inclusivo, equo ed efficiente”, come si legge proprio nella Presentazione della Convenzione recepita dal nostro Paese.
Nel sistema Welfare italiano, invece, è stata ignorata l’importanza e il valore per l’intera società dei Caregiver Familiari che si dedicano 24h/24 alla cura e all’assistenza dei propri congiunti non autosufficienti, esposti a un elevato rischio di esaurimento fisico e psicologico.
Il Comitato ha ribadito l’importanza del ruolo svolto dal Caregiver Familiare, sottolineando che il riconoscimento e la tutela di questa figura nella legislazione nazionale è precondizione essenziale alla realizzazione dei diritti della persona con disabilità sottolineando l’imprescindibilità della sua presenza per la realizzazione del diritto della persona con disabilità a vivere una vita dignitosa e soddisfatta, autonoma e indipendente, che miri alla piena inclusione nella società ed eviti il ricorso all’istituzionalizzazione. Ne consegue, dunque, in maniera più che evidente, la necessità di offrire loro servizi di supporto che siano adeguati, anche finanziariamente, nell’interesse stesso delle persone assistite, oltre che proprio.
Le misure adottate sino a oggi dallo Stato italiano in favore dei Caregiver Familiari sono state giudicate insufficienti e ritenute largamente inadeguate a garantire una qualità di vita accettabile. Il Comitato, infatti, si è pronunciato in termini di sostegni economici, maggiore accesso all’alloggio, attenzione al mantenimento del nucleo familiare, servizi di assistenza economicamente accessibili, regime fiscale agevolato, orario di lavoro flessibile, fino al riconoscimento dello status di Caregiver Familiare nel sistema pensionistico.
In conclusione, il Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità richiede allo Stato italiano, e in maniera uguale in tutte le regioni, l’adozione di misure appropriate per dare piena attuazione alla Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità. Lo Stato italiano dovrà presentare al Comitato, entro sei mesi, una risposta in relazione a quanto porrà in essere per colmare queste gravi lacune.
Tutta la comunità di famiglie, persone con disabilità, Caregiver Familiari, si augurano di poter realmente affermare che “l’Italia da oggi ha fatto un passo avanti decisivo in tale direzione”, come fu invece soltanto dichiarato, rimanendo fumose parole, nel lontano 2006 quando anche l’Italia, al pari di altri Stati, recepì la Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità, e che finalmente sia concreto l’impegno a dare adeguate tutele e diritti per i Caregiver Familiari.
Valeria Zanatta
