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sabato, 10 Ottobre, 2026

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“Il colore nel buio” di Daniele Cardia

Venerdì 01 settembre, il nostro Amico Andrea Ferrero, grande artista e soprattutto Grande pittore, ha inaugurato una nuova Mostra, presso il M.A.D.N. (Museo archeologico Domu Nosta). Una mostra, nella quale Andrea espone le sue opere e le mette a disposizione della Comunità. Abbiamo parlato di Andrea tempo fa. Andrea ha una disabilità visiva, è affetto da retinite pigmentosa, una malattia che porta alla cecità assoluta. La Mostra è stata introdotta dalle due moderatrici dell’occasione. La Direttrice del Museo, padrona di casa, la Dottoressa Elisabetta Frau, e dall’artista e già Direttrice della Pinacoteca di Cagliari, la Professoressa Marcella Serreli.

Con questa Mostra, Andrea evidenzia la sua grande voglia di vivere e di come attraverso il colore affronta questa brutta malattia. Chissà perché, ma ci ricorda qualcuno!

Noi siamo stati all’inaugurazione della mostra, che rimarrà esposta per tutto il mese di settembre, e abbiamo rivolto qualche domanda all’artista:

Che cos’è questa mostra?

«Questa è una mia mostra personale di pittura, più ci sono anche per la prima volta, delle mie opere di modellato. Vedremo gran parte della mia produzione dagli origini, sino a quelli più recenti dei giorni scorsi. E soprattutto vedremo, come detto prima, appunto, per la prima volta, quattro delle mie opere di modellato»

Qual è la caratteristica dei tuoi quadri?

«I quadri nascono dal colore, sono molto colorati, sono emozionanti per me che li dipingo e spero anche per chi li può vedere. Io sono un ex vedente, perciò io conosco i colori e ho avuto esperienza del colore; quindi, prendo il colore puro dal tubetto, lo buttiamo sulla tela e con le mani lo mettiamo su quella parte della tela che lo necessita e creo delle sfumature incredibili»

La pittura è solo vedere il quadro con la vista?

«Il quadro come tutte le opere d’arte nascono da tante cose. Per me il quadro nasce dall’esperienza, dal mio vissuto, dai miei ricordi e da come io mi pongo nei confronti del mondo. Nasce anche, nel poter toccare la tela e anche lì, c’è un aspetto tattile e sensoriale, di profumo, di rumore. E quindi ridurre l’esperienza pittorica, solo ed esclusivamente ad un’esperienza visiva è una cosa molto riduttiva. Nella pittura c’è tutto e per questo che ti dico che anche io che non vedo, posso dipingere, e dipingere dei quadri molto colorati, molto belli che hanno un significato alla fine di un percorso e di un progetto. E sicuramente, c’è qualcosa di me. I

In tutte le opere d’arte, se pur di fantasia, c’è parte del vissuto dell’autore»

Tu ti senti più un Vincent Van Gogh o più un Pablo Picasso?

«Mi sento Andrea Ferrero. Non lo so, me lo dicono in tanti. Figurati che mi hanno detto che gli ultimi, sembrano quadri di Matisse. Io però sono Andrea Ferrero, e c’è tutto il mio vissuto, tutta la mia esperienza. Forse, negli anni ’90, quando sono stato ad Amsterdam, sono stato al “Van Gogh Museum”, o quando ancora vedevo, aver visto foto dei suoi quadri, probabilmente inconsciamente mi ha influenzato. Penso che ogni artista sia sé stesso»

Cosa rispondi al chi ti dice che dipingi come un bambino di tre anni?

«Cosa vuoi che ti dica? Tu guarda il quadro e se ti trasmette emozioni, vuol dire che ho centrato l’obiettivo. Ogni opera d’arte è capace di generare delle emozioni, se uno riesce a coglierle, penso di aver fatto un buon lavoro. Possibile che anche un lavoro di un bambino di tre anni possa dare delle emozioni»

«Se senti una voce dentro di te che dice “non puoi dipingere”, allora a tutti i costi dipingi e quella voce verrà messa a tacere»

VINCENT VAN GOGH

Daniele Cardia

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