L’Osservatorio Statistico della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro conferma che uno degli elementi essenziali per favorire l’inclusione delle persone con disabilità è l’inserimento lavorativo.
Ma secondo le statistiche Istat del 2019 il rapporto tra le persone con disabilità e il lavoro in Italia è un aspetto ancora molto critico: seguendo un campione di 100 persone tra i 15 e i 60 anni abili al lavoro e con limitazioni funzionali nelle funzioni motorie, sensoriali essenziali nella vita quotidiana oppure disturbi intellettivi o del comportamento, solo il 35,8% è occupato (contro il 57,8% delle persone senza limitazioni). Il 20,7% è in cerca di un’occupazione e il 43,5% risulta inattivo, presumibilmente scoraggiato dalle basse chance di trovare un lavoro. Tra le persone senza limitazioni la percentuale è del 27,5%.
Sempre secondo i dati raccolti, la metà degli occupati con disabilità in strutture pubbliche sono donne (49,9%) mentre la quota femminile nelle aziende private è del 38,5%. Da un punto di vista generazionale il 23,5% degli occupati che lavorano nel pubblico ha più di 60 anni (nel privato sono l’11,3%), il 46,5% tra i 50 e 59 (nel privato sono il 37%).
In conclusione, il 70% delle persone con disabilità che lavora nel pubblico impiego ha più di 50 anni e “solo” l’8% ne ha meno di 40.
Anche la selezione delle figure da collocare segue percorsi distinti nel pubblico: il 56% degli occupati è stato collocato con chiamata numerica, seguendo la graduatoria delle liste di collocamento, solo il 44% con chiamata nominativa. Nel privato, l’88,2% delle persone con disabilità è stato individuato secondo quest’ultima modalità.
Le convenzioni nelle assunzioni risulta più diffuso nel privato (35,5%) sebbene 2 occupati su 10 nel settore pubblico sono stati avviati al lavoro tramite accordi territoriali.
Tra le persone con disabilità, la presenza di profili ad alta qualificazione è più diffusa nel settore pubblico: il 10,8% sono dirigenti e professionisti (nel privato sono il 3,6%), il 17,4% figure tecniche (contro il 13,5% del privato) e nell’ambito delle professioni esecutive esse occupano nel pubblico il 46,6% delle persone e nel privato il 32,8%.
Un esempio è Pit’sa, un’impresa supportata dall’associazione Coordown che ha visto nascere una pizzeria basata su inclusività e sostenibilità. I tirocini e le assunzioni sono avvenute mediante il programma Hiring Chain e la piattaforma online www.hiringchain.org.
“The Hiring Chain” è una campagna globale lanciata dall'associazione in occasione della Giornata Mondiale sulla sindrome di Down continuando a generare opportunità di impiego.
Gli inserimenti nella nuova pizzeria bergamasca sono stati seguiti dall’associazione AIPD di Bergamo.
Gli adulti coinvolti in Pit’sa sono sette, Paolo, ne parla così: “Vengo a lavoro da solo con il pullman e sono autonomo. Mi cambio e mi piace servire in sala e ai tavoli dei clienti. Devo impegnarmi sempre di più. Questo lavoro cambia la mia vita. Perché mi serve per crescere e conoscere le persone. Il mio capo mi dà una mano quando ho bisogno”.
https://www.interris.it/la-voce-degli-ultimi/inclusione-inserimento/
