A quasi tre mesi dall'accaduto, Celestino Spada invita il governo italiano a farsi promotore delle proteste in Iran a seguito della scomparsa Mahsa Amini, che, nel Settembre 2022 mentre era con la famiglia a Theran, è stata fermata e arrestata dalla polizia locale perchè non indossava correttamente l'hijiab. Morirà pochi giorni dopo in terapia intensiva. Secondo alcuni testimoni le cause del decesso sarebbero riconducibili alle percosse degli agenti sulla ragazza dopo il fermo.
"Le grandi religioni ci parlano" scrive, "Nel mondo interconnesso fra le nostre mani e sui tanti schermi attorno a noi" continua, "da tempo le prime palestre dei gusti e delle competenze che orientano le nostre scelte ci sono anche loro: i simboli, le storie […]" .
Nell'appello sostiene, "la fine conclamata" delle ideologie cristiane in una società moderna in cui l'individuo cerca di rendersi indipendente dalla tutela ecclesiastica, in questo contesto "assumono oggi un ruolo maggiore nel reggimento del mondo" riprende, "torna alla mente qualche momento del dialogo interreligioso, rilanciato […] di Papa Francesco, sempre più preoccupato per le sorti di un'umanità lasciata a se stessa. In particolare il suo incontro in Iraq con l’Ayatollah Ali Al-Sistani […] che li vide concordi […] nell’esortare alla pace e al rispetto per la vita […] e nel ricordare che “gli uomini sono fratelli nella religione, uguali nella creazione”.
Versione che, sostiene Spada, "di fatto oscurava la lezione del Libro in cui l’uomo è insieme alla donna nella creazione e nella religione. E, tuttora e sempre, nella vita di tutti i giorni” affermando come questa sia una “alleanza naturale” sempre più visibile, testimoni le proteste in cui anche gli uomini stanno combattendo per la libertà e diritti delle donne.
Il giornalista prosegue dicendo che: “senza nulla togliere al rilievo in termini di diritti universali […] può essere utile considerare il contesto storico in cui furono imposti gli ulteriori gravami al dono della vita e alla fatica di vivere lì vigenti: la fine degli anni '70” prosegue spiegando che, in quegli anni si era affermata una nuova rappresentazione pubblica della donna, soprattutto nei programmi di varietà, immagini e valori che si diffusero fino ad influenzare anche le meccaniche famigliari. Una delle esponenti principali fu, per esempio Raffaella Carrà, simbolo italiano che si diffuse anche in altri paesi d'Europa come la Spagna.
In quell'epoca in Iran nessuno poteva sapere quanto l'Ayatollah avesse apprezzato ciò che stava succedendo, però già si sospettava che qualcosa fosse andato storto, considerando anche l'incontro ravvicinato che ebbe Oriana Fallaci con il capo supremo che riportò insieme al testo dell'intervista, una “situazione di disagio, se non di malessere”. Quel qualcosa si tradusse nelle leggi che condizionarono le vite di donne e bambine negli anni a seguire fino ad oggi.
Spada conclude “Noi, che di questo siamo testimoni a distanza di sicurezza nella nostra democrazia, non possiamo evitare di sentirci fratelli e sorelle degli iraniani che rivendicano la loro uguaglianza, e di sperare che un’esortazione efficace raggiunga i governanti della Repubblica Islamica: Liberate Eva! Il governo italiano si faccia promotore di una campagna a fianco del popolo iraniano che scende in piazza per la propria libertà e per la democrazia”.
Fonte: https://www.key4biz.it/democrazia-futura-liberare-eva/428744/
