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martedì, 13 Ottobre, 2026

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Baharier: «Così la sapienza biblica parla al mondo di oggi»

Riportiamo qui di seguito un estratto di un’intervista di Eugenio Giannetta su Avvenire al filosofo Baharier:

Lo studioso delle Scritture: «Siamo come Giacobbe dopo la lotta con l’Angelo. Cerchiamo la verità, non la possediamo e dobbiamo aprirci all’altro». Il presente è invece polarizzato.

In un tempo segnato da polarizzazioni, semplificazioni e identità contrapposte, il pensiero di Haim Baharier – filosofo, studioso di ermeneutica biblica e talmudica – offre un invito a scoprire la complessità, il dubbio fecondo, la parola che non divide ma apre. Baharier, da poco in libreria con La Genesi (Feltrinelli, pagine 156, euro 15,00), opera a quattro mani scritta con Erri De Luca, in questa conversazione riflette sulla sacralità della claudicanza, sul potenziale etico delle parole antiche e sulla possibilità di costruire un futuro condiviso a partire da un ascolto autentico nelle differenze.

Cosa possiamo imparare oggi dalla sapienza del linguaggio biblico e talmudico?

«È una domanda cruciale, perché la nostra epoca sembra affascinata dalle certezze granitiche, dalle contrapposizioni nette che semplificano il reale fino a mutilarlo. La tradizione ebraica, in particolare quella talmudica, ci offre un antidoto potente a questa deriva. Pensiamo al concetto di machloket leshem shamayim, la “disputa per amore del Cielo”. Nel Talmud, i maestri discutono animatamente, a volte con veemenza, su questioni di legge, etica, esegesi. Ma questa disputa non mira alla vittoria di una parte sull’altra, né necessariamente a un consenso appiattito. Mira piuttosto a esplorare la complessità della verità, a far emergere tutte le sfaccettature di un problema. Si riconosce che più voci, anche discordanti, possono contribuire a una comprensione più ricca».

Qui si può leggere l’articolo completo.

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