La memoria a livello educativo è stata una grande scuola perché ha permesso di comprendere come i genocidi non sono stati una catastrofe extrastorica, ma sono avvenuti per la responsabilità degli esseri umani. È accaduto in un campo di battaglia dove c’erano carnefici, complici, spettatori indifferenti, resistenti, Giusti e tutte le sfumature intermedie che, come Primo Levi sapeva e ci ha descritto, sono numerosissime.
Nelle scuole i giovani hanno potuto così apprendere che di fronte al nazismo e ad ogni forma di male estremo si poteva scegliere, poiché nulla era scontato e determinato a priori.
