Libri di testo gratuiti anche per chi non va a scuola ma studia solo a casa. Lo ha deciso il Comune di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, e il provvedimento riguarda i testi in uso durante il ciclo della scuola primaria. Una decisione “per garantire a tutti i minori indistintamente il diritto allo studio sancito dalla Costituzione, attraverso un effettivo ed efficace percorso di apprendimento”, dice la giunta comunale nello spiegare perchè ha ampliato il provvedimento anche a favore delle famiglie che optano per questa scelta, “favorendo altresì un clima di collaborazione tra istituzioni e famiglie e di integrazione tra i diversi contesti formativi ed educativi”.
Finora, infatti, il diritto alla fornitura gratuita dei libri di testo mediante il sistema della cedola libraria era assicurato solo agli iscritti frequentanti. Non, dunque, a chi studia a casa: si chiama infatti istruzione parentale la scelta della famiglia, o di chi ha la tutela del minore, di provvedere in autonomia all’istruzione fino a che l’obbligo scolastico lo impone. L’ordinamento italiano rende infatti obbligatoria l’istruzione fino ai 16 anni –e quindi l’iscrizione a un istituto scolastico- ma non la frequentazione di una scuola pubblica o privata. “La proposta è stata ritenuta accoglibile in ragione del fatto che il libro di testo è a tutti gli effetti uno degli strumenti utilizzabili dagli studenti che non frequentano la scuola e che l’impiego dei testi didattici adottati dall’istituto scolastico può essere utile anche ai genitori che desiderano avere uno schema da seguire, pur facendo apprendimento naturale e libero, anche in funzione dell’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva”, dice il Comune di Grottammare.
Ricordiamo che il diritto allo studio è una delle prerogative del modello di welfare italiano. Fra le misure che mirano a garantire un accesso egualitario allo studio a tutti i livello, c'è anche quello della distribuzione dei buoni universitari, insieme con l'elargizione di borse di studio, dell'accesso alle residenze universitarie, al servizio mensa e anche al buono per la mobilità internazionale. Il Decreto legislativo 63 del 2017, all’articolo 9 ha istituito un fondo ministeriale per l’erogazione di borse di studio destinate agli studenti a basso reddito della scuola secondaria di secondo grado, per contrastare la dispersione scolastica. Ogni anno il Ministero dell’Istruzione, le Regioni e gli Enti locali stabiliscono: la ripartizione regionale delle risorse in base all’indice regionale di dispersione scolastica e le modalità di erogazione delle borse di studio. Sono poi le Regioni ad individuare autonomamente i beneficiari del reddito e a trasmetterne i dati al Ministero. Tra i compiti della Direzione generale per lo Studente l’Inclusione e l’Orientamento scolastico vi è l’erogazione del Fondo per la fornitura gratuita totale o parziale dei libri di testo, in favore degli alunni che adempiono l'obbligo scolastico, e per gli studenti della scuola secondaria superiore meno abbienti. Per la prima volta, il Comune di Grottammare ha esteso questa possibilità anche a chi studia a casa. Chissà che non si tratti di un modello di riferimento anche per altri Comuni italiani, con l'obiettivo di rendere la scuola accessibile e inclusiva a tutti i livelli.
VALERIO D'ANGELI
Fonte AGENZIA DIRE: www.dire.it
