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giovedì, 15 Ottobre, 2026

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Abel Lescay, un musicista nemico dello stato

Alle porte de L’Avana, in un piccolo paese di campagna chiamato Bejucol, famoso per la sua linea ferroviaria, la più antica dell’America latina iberica, vive Abel Lescay, musicista di 23 anni attualmente condannato a cinque anni di domiciliari. Grllxs  è il suo primo lavoro musicale da solista: “I grilli hanno un ritmo ancestrale, quasi ipnotico; la melodia che creano è una perfetta simbiosi con il tutto. Io ho solo cercato di tradurre quel loro paesaggio sonoro, che mi accompagna da sempre e fa pulsare la notte” racconta Lescay riassumendo in poche righe l’EP di quattro tracce.

Negli ultimi due anni il giovane è stato risucchiato dal sistema della giustizia cubana affrontando carcere e processi, ora conclusi nell’attuale situazione di limbo da cui non ci sono molte vie di uscita.

Ma la vera condanna inizierà nel giorno in cui inizierà a lavorare: "Mi hanno assegnato a un’impresa statale che disinfesta le case dalle zanzare. Un lavoro coatto di 10 ore al giorno, per 2500 pesos al mese, circa 20 euro. Quando ho detto alla magistrata che mi rifiutavo di andarci, lei mi ha risposto che potrei evitarlo se mi sottoponessi a una visita psichiatrica" racconta al giornalista Fabio Bozzato de Il Manifesto.

Tutto questo è iniziato con le grandi proteste popolari dell’11 luglio 2021, la popolazione, stanca della scarsità di alimenti e medicine, scese in piazza a lottare e per reclamare quel tanto di libertà da non morire soffocati nella claustrofobia del regime. 

 "Ad un certo punto la polizia è arrivata e tutti abbiamo cantato l’inno nazionale. Una scena incredibile. La polizia era sorpresa e non sapeva bene cosa fare. Poi gli animi si sono scaldati quando è arrivato l’ordine dal Presidente della Repubblica di reprimere le proteste. Noi gridavamo contro i poliziotti, ma un gruppo ha perso la testa e ha cominciato a tirare pietre alla farmacia, che aveva gli scaffali vuoti anche se eravamo in piena epidemia".

Il giorno dopo inizia la restata, senza neppure un mandato di arresto Abel Lescay viene arrestato e messo in carcere, nel secondo, dichiara, sentiva le urla di chi veniva interrogato. Viene poi messo ai domiciliari 15 giorni dopo. La prima udienza, programmata per dicembre, slitta a febbraio 2022. In sua difesa si sono mobilitati gli studenti dell’Istituto Superiore di Arti all’Avana, si è appellato il decano della facoltà con una lettera e lo ha difeso il suo professore di composizione. Nonostante questo, il Pubblico Ministero ha chiesto sette anni di carcere, la giudice gliene ha comminati sei. 

«Mi contestano tre reati: oltraggio aggravato al presidente della repubblica, oltraggio a pubblico ufficiale, disordine pubblico. Agli altri studenti implicati, hanno dato una multa o una pena di non più di un anno. Nel mio caso no».

Dopo le grandi proteste del 2021  nessuno sa quanti siano ancora in carcere dei 381 giudicati colpevoli compresi 16 giovani tra i 16 e i 18 anni.Trentasei sono state le pene inflitte tra i 5 e i 25 anni di carcere: tra loro anche un altro musicista, il rapper Maykel «Osorbo» Castillo noto per le clamorose azioni di disobbedienza civile tra il 2018 e il 2020 conosciute come il Movimento San Isidro.

Anche Silvio Rodriguez, il cantore della Rivoluzione, ha espresso il suo dissenso contro i provvedimenti presi per Lescay, "Un giorno, nel suo blog, mentre parlava d’altro, ha detto che nel mio caso avrebbero dovuto far vedere il processo in tivù e mostrare le prove. La cosa deve aver suscitato un certo sconcerto anche in qualche corridoio del regime". 

La sentenza in appello, che per il musicista è stata un duro colpo, fa prendere forma l’idea di un disco “mi fa fatto accelerare tutto. Non avevo ancora scritto canzoni e non credevo di saper cantare bene. Avevo suonato in una band rock, Reflejo de la piedra en el agua, con cui abbiamo fatto un disco nel 2020 presentato al Museo di Bellas Artes. In quarantena e dopo il processo, ho cominciato a pensare a un mio lavoro. Componevo, le sei tracce fluivano, allora ho contattato David”. 

David D Omni, rapper e produttore di successo che accetta, con una condizione, far presto: aveva già il biglietto per andarsene dal paese e come lui 500mila cubani solo nell’ultimo anno, per questo Abel lancia un crowdfunding. 

“Mi ha aiutato un’ex-docente dell’università, Anamely Ramos, ora in esilio: in poco tempo ho raccolto i 2.500 euro necessari. E così siamo approdati in studio, coinvolgendo anche alcuni amici per i fiati. Ci sono andato tutti i giorni, sgattaiolando via da casa”. 

Ed è così che nasce Grllxs "Quando è uscito il disco, non potevo presentarlo pubblicamente. Il concerto di lancio l’ho fatto in questo living, di fronte ai miei genitori e un paio di amici: una cosa molto intensa, molto emozionante, che non dimenticherò mai".

La madre di Abel ad un certo punto ha lanciato un appello per l’amnistia a tutti i condannati per i fatti dell’11 luglio. Ma nessuno crede sia possibile, a meno che le pressioni dall’estero siano così forti da convincere il regime: è la stessa richiesta che la delegazione europea ha presentato a gennaio di quest’anno.

"Non so come farò, non voglio arrivare ai 30 anni dopo essere stato sepolto vivo. Per ora la mia vita legale è appesa a un filo. A volte vedo la magistrata per strada, non la odio; penso invece che questa signora, nei giorni del mio processo, mentre chiedeva per me quella pena spropositata, aveva appena saputo che anche suo figlio era emigrato illegalmente negli Stati Uniti".


https://ilmanifesto.it/abel-lescay-un-musicista-nemico-dello-stato

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