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mercoledì, 14 Ottobre, 2026

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Evasi dal Beccaria. Don Gino Rigoldi: “Manca un direttore stabile da 20 anni. Lavori in corso da sedici”

Sono sette, i ragazzi che sono evasi domenica 25 dicembre dall’Istituto Minorile Cesare Beccaria approfittando dei lavori in corso, due sono stati recuperati mentre gli altri cinque sono ancora in fuga.

“Questo scossone forse farà risvegliare il Ministero della Giustizia” inizia così l’intervista fatta dal Corriere della Sera allo storico cappellano dell'Istituto.

Don Gino Rigoldi poi continua: "Il Beccaria non ha un direttore stabile da vent’anni, e da quasi sedici ci sono i lavori in corso […]. A fronte di 46 detenuti i posti sono solo 31, quando sarebbe necessario portare la capienza complessiva ad almeno 80 posti”.

Inoltre, il don afferma con sicurezza che, attivando i loro canali, i ragazzi telefoneranno, quando accadrà, li convincerà a tornare indietro, “ma non torneranno da eroi perchè andranno a finire in altre carceri in giro per l’Italia e la pagheranno cara”. 

L’Istituto Minorile Cesare Beccaria ha cominciato a riscontrare i primi problemi dopo gli anni 2000 “è cominciata una lunga serie di ‘facenti funzione’” la direttrice attuale, riferisce il cappellano, si deve dividere tra due occupazioni “ma l’Istituto ha la necessità di una dirigenza a tempo pieno”.

A seguito del preciso messaggio mandato al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, il don dichiara inoltre che l’Istituto è pronto a collaborare, “occorre fare degli interventi di promozione professionale […]. Spesso si tratta di ragazzi senza famiglia o senza risorse. Bisogna evitare che escano dal carcere a mani vuote”.

Infine, Don Gino Rigoldi conclude dicendo che bisogna “lavorare sulla diminuzione delle recidive […]. Occorre creare percorsi ad hoc per ciascun detenuto, proprio per avviare nuove strade di riabilitazione sociale”.

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