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domenica, 3 Marzo, 2024

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A Brescia la mostra ‘Finché non saremo libere’ sull’oppressione delle donne

Una mostra collettiva dedicata al tema drammaticamente attuale della condizione femminile nel mondo, con un particolare focus sull’Iran. Parliamo di “Finché non saremo libere” – realizzata a cura di Ilaria Bernardi e ospitata nelle sale del Museo di Santa Giulia, a Brescia – rimarrà aperta al pubblico fino al 28 gennaio 2024.
L’esposizione riprende il titolo del libro “Finché non saremo liberi. IRAN la mia lotta per i diritti umani” di Shirin Ebadi, “avvocata e pacifista iraniana esule dal 2009, prima donna musulmana Premio Nobel per la pace (2003) per i suoi sforzi per la democrazia e i diritti umani, in particolare delle donne, dei bambini e dei rifugiati. Un’esposizione con un significato ancora più importante dopo la proclamazione del Premio Nobel per la Pace 2023 conferito a Narges Mohammadi, anche lei iraniana e vicepresidente del Centro per la difesa dei Diritti Umani, imprigionata dalle autorità iraniane nel maggio 2016 e ancora in carcere”.

Il tema della lotta per i diritti umani e contro l’oppressione delle donne iraniane rimane in primo piano sulla scena internazionale, come testimonia anche l’assegnazione del Premio Sacharov 2023 per la libertà di pensiero a Jina Mahsa Amini e al movimento di protesta iraniano Donne Vita Libertà. Un’attenzione che dovrebbe sempre essere tenuta alta per denunciare la pesantissima repressione in atto, confermata dalla recente impiccagione della giovane Samira Sabzian, condannata dal regime iraniano per aver ucciso l’uomo che era stata obbligata a sposare all’età di 15 anni e che per i sette anni di matrimonio l’ha costretta a subire violenze e reclusione.

A partire da queste drammatiche realtà, la mostra “espande un filone di ricerca e approfondimento promosso dal 2019 dalla Fondazione Brescia Musei, che ha scelto di indagare contesti geo-politici di stringente attualità attraverso la prospettiva e la produzione di artisti contemporanei. Capitoli precedenti di questo filone sono state le mostre dedicate al rapporto tra arte e diritti che hanno visto protagonisti l’artista e attivista turca Zehra Doğan (Avremo anche giorni migliori. Opere dalle carceri turche, 2019), l’artista e attivista cinese Badiucao (La Cina (non) è vicina, 2021) e l’artista e attivista russa Victoria Lomasko (The Last Soviet Artist, 2022)”.

“Finché non saremo libere” è stata realizzata per iniziativa del Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con l’Associazione Genesi e il Festival della PaceFrancesca Bazoli, Presidente Fondazione Brescia Musei, sottolinea che “proporre una mostra dedicata allo sguardo delle donne, delle artiste contemporanee e delle artiste iraniane sui grandi temi della contemporaneità significa confermare il ruolo sociale di un’istituzione museale, attiva nel promuovere l’arte come potente espressione dell’inesauribile necessità di far sentire la voce dei diritti, tanto più urgente oggi in queste ore così tribolate. La mostra ‘Finché non saremo libere’ conferma l’appoggio della nostra istituzione museale alle battaglie sociali delle donne, non solo quelle iraniane, e rinnova con questo grande evento l’interesse che Brescia rimanga, con il suo Festival della Pace, una piattaforma di grande discussione sui temi dei diritti umani”.

Il Progetto Genesi dell’Associazione Genesi, realizzato a cura di Ilaria Bernardi, si inserisce nell’ambito della mostra che “per l’attualità della tematica trattata, per l’originale impostazione e per le importanti artiste presenti, svolgerà senz’altro un ruolo di prim’ordine nella diffusione in Italia dei principi che informano la lotta delle donne per i loro diritti e in particolare di quelle iraniane”, come dice Letizia Moratti, Presidente Associazione Genesi.

L’unico artista uomo presente nella mostra è l’iraniano Morteza Ahmadvand, con la la video installazione Becoming (2015), un’opera che riflette sulla possibile convivenza tra culture e sulla necessita di abolire distinzioni e gerarchie tra popoli e individui.

La prima sezione espone un nucleo di opere di artiste donne provenienti da varie aree geografiche che fanno parte della collezione d’arte contemporanea dell’Associazione Genesi e approfondiscono complesse e spesso drammatiche questioni culturali, ambientali, sociali e politiche dei nostri tempi.

Nella seconda e terza sezione i due lavori delle artiste iraniane Shirin Neshat e Soudeh Davoud sono il tramite per gli omaggi a due artiste storiche iraniane che, seppur molto note a livello internazionale, finora non hanno mai realizzato mostre personali in Italia: Farideh Lashai (1944 – 2013) e Sonia Balassanian (1942).

Il percorso espositivo termina con un intervento site-specific della giovane artista iraniana Zoya Shokoohi, realizzato nel corso di una residenza a Brescia avviata dalla Fondazione Brescia Musei come parte della mostra stessa, come ideale apertura verso le future generazioni.

“Finché non saremo libere non desidera soltanto approfondire la drammatica condizione femminile in Iran, ma porre anche l’accento sull’importanza delle ricerche di alcune artiste iraniane, selezionandole in base alle loro qualità che hanno permesso loro di imporsi nel sistema artistico internazionale e di oltrepassare la drammatica situazione del loro Paese – spiegano le organizzatrici – . La mostra promuove così un messaggio di speranza universale e di empowerment per tutte le artiste donne, non solo iraniane”.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Skira, a cura di Ilaria Bernardi e con testi di Omar Kholeif, di Delshad Marsous (Associazione Maanà – Associazione della Diaspora Iraniana) e dell’artista, performer e ricercatrice iraniana Zoya Shokoohi, che sarà distribuito in tutti i poli museali.

La Fondazione Brescia Musei è una fondazione di partecipazione pubblico-privata presieduta da Francesca Bazoli e diretta da Stefano Karadjov. Fanno parte di Fondazione Brescia Musei Brixia. Parco archeologico di Brescia romana, Museo di Santa Giulia, Pinacoteca Tosio Martinengo, Museo delle Armi Luigi Marzoli, Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, Castello di Brescia Falcone d’Italia e Cinema Nuovo Eden. Fondazione Brescia Musei è, con Pinacoteca Tosio Martinengo e Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, ente capofila della Rete dell’800 Lombardo. I Musei Civici di Brescia sono inclusi nell’offerta di Associazione Abbonamento Musei.


Fonte: https://www.noidonne.org/articoli/a-brescia-la-mostra-finch-non-saremo-libere-sulloppressione-delle-donne.php

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