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giovedì, 22 Febbraio, 2024

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Ci vorrebbe un amico, di Carlo Romeo

Di seguito riportiamo un estratto di un articolo di Carlo Romeo, giornalista e scrittore, pubblicato sul suo blog Ferian.

Entro in un bar e la voce di Antonello Venditti mi ferma il cucchiaino nella tazzina del caffè. Gli voglio bene da tanto tempo. Quando sparii da Roma per la Valle d’Aosta, a metà degli anni ‘90, era convinto fossi morto così quando ci rivedemmo qualche anno dopo per una conferenza stampa organizzata da noi in Sala Arazzi, mi abbracciò davanti al Cavallo dicendo “Ti ho allungato la vita”, secondo la vecchia tradizione romana che accompagna i dati per morti.

Poi ci furono i momenti di Bologna quando andammo a una festa etnica eritrea – la comunità è molto numerosa in quella città –  dove lui era l’ospite d’onore per tutto quello che faceva per il popolo eritreo e poi le strade vuote del centro mentre rientravamo a piedi in albergo. E Civitavecchia, alla Darsena Romana dove passò diverse ore con i ragazzi e le ragazze con disabilità che facevano con i volontari velaterapia e ancora gli incontri nella sua villa di Fiano che Luigi chiamava la fattoria e dove lo affascinava lo studio di registrazione. I concerti sempre affollati da quattro cinque generazioni diverse, tutte che conoscevano a memoria ogni testo e il piacere di Antonello di stare insieme con le persone dove palco e platea diventano una cosa sola. Luigi è un affezionato e l’ultima Antonello, nel salotto del camerino, gli presentò Gianni Morandi che era a Cattolica per sentirlo e che poi aprì un bellissimo concerto.

L’articolo completo si può leggere qui

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