Le crisi globali mettono in discussione il futuro dell’umanità. Pandemie, catastrofi climatiche, guerra, crisi energetica, ci rivelano che viviamo in un mondo interdipendente. Se avremo un futuro, sarà un futuro planetario. Preparare questo futuro chiede un radicale cambiamento di prospettiva, che prenda congedo dal paradigma della semplificazione, e muova verso un pensiero delle connessioni e delle relazioni, verso un pensiero della complessità: l’unico adeguato ad abitare un mondo in cui tutto è connesso. Senza tale cambiamento di paradigma, continueremo a entrare nel nuovo secolo indietreggiando e tarderemo a divenire ciò che siamo: una comunità di destino planetaria.
Su L’Eco di Bergamo il filosofo Mauro Ceruti presenta il suo libro sottolinenando l’importanza di umanizzare la modernità, ma non solo: «Nella povertà del pensiero politico – scrive – dominano le idee più semplificatrici. La coscienza della complessità ci fa capire il futuro».
