Edizioni Nottetempo ha recentemente rieditato il romanzo “Un inverno freddissimo”, la storia di un inverno del 1946, visto da una soffitta milanese in cui ha trovato rifugio una famiglia allargata. Riscopre così, Fausta Cialente, una delle voci più importanti e multiculturali della letteratura del 900 scomparsa in Regno Unito nel 1994.
Fausta Cialente è una scrittrice autodidatta sceneggiatrice, narratrice, giornalista, traduttrice e conduttrice radiofonica con un orientamento politico antifascista e femminista. Originaria di Cagliari, ha vissuto tra l’Italia, l’Egitto, il Kuwait e l’Inghilterra e durante la sua carriera ha ricevuto premi e riconoscimenti importanti ( Premio Galante, Premio dei Dieci, Premio Strega…).
Alcuni dei suoi romanzi sono: Natalia, uscito nel 1930 e in cui per la prima volta in Italia trattava il tema dell’omosessualità femminile, il libro fu soggetto alla censura fascista e fu rieditato nel 1982, con diverse modifiche sia alla forma che alla sostanza; Marianna, uscito nel 1931; Cortile a Cleopatra; Ballata Levantina, un’indagine storica e narrazione autobiografica; Il vento sulla sabbia…
“Fausta Cialente appartiene alla buona borghesia italiana ed è dunque una privilegiata. Eppure, nei suoi romanzi, affronta sempre tematiche relative alla fatica di vivere dei più deboli e degli sfruttati, parla del dolore e della guerra che si intrecciano con la sua quotidianità” così scrive nel suo articolo su IoDonna la giornalista Lucia Gangale.
Descrizione del libro
Il romanzo con cui questa grande protagonista del Novecento letterario è arrivata sul podio del Premio Strega nel 1965. Una splendida testimonianza del primo dopoguerra, di povertà, coraggio e dignità che passano attraverso la vita di una protagonista indimenticabile.
È un inverno freddissimo quello del 1946 a Milano, un inverno molto duro tra le macerie. Una vecchia soffitta diventa il rifugio di una famiglia numerosa, che dopo le perdite della guerra cerca un nuovo inizio tra mille difficoltà. È Camilla a tenere tutti insieme: abbandonata dal marito, con tenacia e spirito di sacrificio si impegna a garantire un futuro alla sua famiglia allargata. I figli sono pieni di sogni: la ribelle Alba desidera una vita più agiata, Lalla vuole scrivere romanzi, Guido spera invece di diventare un attore. Vivono nella stessa casa anche il nipote Arrigo, musicista, con la moglie Milena; e Regina, vedova del partigiano Nicola, insieme alla sua bambina neonata. La soffitta milanese, popolata dai fantasmi del passato, deve difendere anche dal freddo interiore, fatto di distacchi e lutti. Ma è da questo freddo che riemergono anche le spinte più vitali, e Camilla, pur lacerata da profonde ferite, saprà alla fine riscoprirsi una donna libera e forte. "Un inverno freddissimo" esce per la prima volta nel 1966 ed entra nella cinquina del premio Strega. Oggi questo grande romanzo corale torna in libreria dopo più di quarant'anni (l'ultima ristampa è del 1976), inaugurando il progetto editoriale di nottetempo dedicato a Fausta Cialente.
