Martedì 20 dicembre, alle 19:00, a Roma, presso la sede nazionale in via Angelo Bargoni 32, si svolgerà la presentazione del libro di Gianfranco Spadaccia edito da Sellerio: «Il Partito Radicale. Sessanta anni di lotte tra memoria e storia».
Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani, parlerà con Mimmo Calopresti, Silvja Manzi, Francesco Rutelli e con Michele Lembo nelle vesti di moderatore.
Sarà l'occasione per ricordare uno dei leader radicali, Gianfranco, a poco meno di tre mesi dalla sua scomparsa, e ripercorrere gli anni della sua formazione e della nascita di quello che è stato del partito Radicale nella storia italiana. Una storia che si vuole celebrare e valorizzare nel presente.
Descrizione
La storia del partito dei radicali comincia nella metà degli anni Cinquanta dalla confluenza di tre elementi: la sinistra liberale del «Mondo» – la famosa rivista di Mario Pannunzio –, i liberalsocialisti e azionisti di Ernesto Rossi e, terza componente, i giovani dell’organizzazione, l’UGI, degli universitari laici repubblicani e di sinistra con Marco Pannella come leader più in vista.
In origine, quindi, il partito in-tende porsi come forza progressista, laica nel senso di libera da ideologie: è l’esigenza della «terza forza», sottovalutata e sottorappresentata all’ombra dei mastodontici partiti tradizionali di massa. Ma se ci riferiamo ai radicali come a quel composto inconfondibile di idee, presenza e stile, la svolta, ovvero l’atto di nascita più autentico si ha negli anni Sessanta quando, al posto delle vecchie logiche da cui ci si separa, si afferma l’intuizione di quella che viene presto intesa come l’Alternativa radicale. È questa, prima di un obiettivo politico da realizzare, un modo d’essere.
È stata probabilmente la vitalità di questa Alternativa radicale a consentire una coesistenza sor-prendente: tra un successo elettorale limitato e il grande successo di opinione, tra la poca influenza di potere e alcuni risultati di portata storica.
Il libro di Gianfranco Spadaccia è la prima storia completa del Partito Radicale. Con enorme ricchezza di documentazione e testimonianze, ricostruisce e interpreta la presenza dell’Alternativa radicale nella vita italiana. Descritta appunto quale presenza nello scenario della vita politica e civile, piuttosto che come una formazione di partito, del Paese. È un resoconto in prima persona, faccia a faccia, poiché Spadaccia è stato tra i fondatori, e protagonista di tutte le vicende accadute. Quindi, rappresenta non soltanto quello che succedeva nella lotta politica, ma an-che l’intensità delle passioni che l’hanno sempre accompagnata. E ricordando la drammatica e movimentata vicenda radicale, in un tempo in cui il suo soggetto principale Marco Pannella non c’è più, Gianfranco Spadaccia vuole anche preservare un patrimonio che resta prezioso per opporsi a una politica fondata solo sul potere o peggio sull’intolleranza e sull’odio.
Autore
Gianfranco Spadaccia, giornalista, è nato a Roma nel 1935; ventenne comincia a frequentare l’ambiente del «Mondo» di Pannunzio e contribuisce alla nascita del nuovo Partito Radicale. Con Marco Pannella diventa uno dei principali leader radicali; più volte segretario del partito, deputato e senatore in tre legislature.
