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lunedì, 19 Ottobre, 2026

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

Formare chi cura: la scuola non profit nata dall’idea di Veronesi

Fondata nel 1982 da un’idea di Umberto Veronesi, la European School of Oncology ha formato 40mila persone. Un modello non profit sostenuto dalla filantropia, che offre gratuitamente la maggior parte dei corsi.

Una scuola per condividere le conoscenze sulla cura dei tumori e renderle accessibili anche a chi lavora in ospedali con poche risorse per l’aggiornamento. È l’idea da cui nasce, a Milano nel 1982, la European School of Oncology (ESO). In oltre quarant’anni, il progetto di Umberto Veronesi ha coinvolto 40mila persone nella formazione, con il contributo di 5.500 esperti, costruendo una rete di università, società scientifiche e centri oncologici.

All’origine della Scuola c’è un gesto di riconoscenza. Dopo essere guarita da un tumore, la principessa Laudomia Del Drago chiese a Veronesi come potesse sdebitarsi per le cure ricevute. L’oncologo le raccontò il progetto di una scuola europea dedicata alla formazione di chi cura i tumori. Lei decise di finanziarne la nascita. Seguirono i lasciti delle sorelle Gigina e Nedda Necchi, grazie ai quali nel 1988 fu costituita la ESO Foundation.

Da quella prima donazione ha preso forma un modello non profit che continua a sostenere l’attività della Scuola. Oggi ESO è economicamente indipendente dall’industria farmaceutica: una condizione che permette di offrire gratuitamente la maggior parte dei corsi e di finanziare borse di studio. L’obiettivo è ampliare l’accesso alla formazione, anche per i professionisti dei centri che dispongono di budget limitati per l’aggiornamento.

La vocazione europea delle origini si è estesa nel tempo oltre i confini dell’Unione. Ai corsi partecipano anche professionisti provenienti da Brasile, Egitto, Kazakistan, Georgia e Armenia, portando esperienze e bisogni di sistemi sanitari diversi. Lo scambio prosegue al rientro nei rispettivi ospedali, dove le conoscenze acquisite possono essere applicate nella pratica e condivise con i colleghi.

Nella Scuola, guidata da Rossella Blasi, la presenza femminile è maggioritaria tra chi si forma: studentesse di Medicina, mediche e infermiere rappresentano il 68% dei partecipanti ai corsi. Le donne costituiscono inoltre il 40% degli esperti impegnati nell’insegnamento.

La storia di ESO mostra come un’iniziativa filantropica possa sostenere nel tempo un progetto di formazione internazionale. Al centro resta l’intuizione iniziale di Veronesi: mettere in comune le competenze di chi cura i tumori, perché possano raggiungere altri professionisti e, attraverso il loro lavoro, i pazienti.

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