16.3 C
Roma
venerdì, 16 Ottobre, 2026

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

La solitudine non è solo un problema personale

La solitudine è un problema personale e sociale, una pandemia silenziosa che coinvolge fortemente anche il piano politico.

“La solitudine non [è] solo il sentirsi privi di amore, compagnia o intimità. Non si tratta nemmeno solo di sentirsi ignorati, invisibili o trascurati da coloro con cui interagiamo regolarmente; […] Si tratta anche di sentirsi senza sostegno e cura da parte dei nostri concittadini, dei datori di lavoro, della comunità, del governo. È essere distanti non solo da quelli a cui dovremmo sentirci vicini, ma anche da noi stessi. Non è solo la mancanza di sostegno in un contesto sociale o familiare, ma anche sentirsi politicamente ed economicamente esclusi.” – Noreena Hertz, Il secolo della solitudine. L’importanza della comunità nell’economia e nella vita di tutti i giorni, Il saggiatore, 2021

La solitudine può essere gravemente dannosa per la salute mentale e fisica delle persone: sentirsi soli può accrescere le probabilità di ammalarsi e, secondo una meta-analisi del 2015 nella rivista “Perspectives on Psychological Science“, la solitudine è legata a una probabilità aumentata del 26% di morire precocemente.

Un saggio del 2010 uscito sulla rivista “The Lancet”, afferma che le persone sole possono anche sovraccaricare il sistema sanitario: sentendosi sole e ignorate si recano all’ospedale o al pronto soccorso anche se in salute, solamente per poter parlare con qualcuno e sentirsi accolte e accudite.

Il “Loneliness Annual Report” del 2021, pubblicato dal Department for Digital, Culture, Media & Sport del Regno Unito, ha identificato il problema come una priorità politica, tale da richiedere uno stanziamento speciale di 750 milioni di sterline. Dal report emerge che, se da un lato l’isolamento imposto dalla pandemia di Covid19 ha solo reso più evidente e acuto l’impatto della solitudine sulla vita delle persone, dall’altra ha riacceso il senso di comunità. Il documento offre quindi anche alcune linee guida per de-stigmatizzare la solitudine.

La Gran Bretagna detiene il primato di “loneliness capital of Europe” classificandosi al 26° posto tra i 28 paesi dell’Unione Europea per la quantità di popolazione che afferma di avere un parente, un amico su cui sente di poter fare affidamento in caso di difficoltà. Secondo i dati raccolti dalla Commissione Jo Cox sulla solitudine, più di 9 milioni di persone nel Regno Unito riferiscono di sentirsi spesso o sempre soli. La maggior parte delle persone sopra i 75 anni vive da sola e circa 200 mila persone anziane nel Regno Unito non hanno avuto una conversazione con un amico o un parente in più di un mese.

Per questo motivo, nel 2018, in UK nasce il primo Ministro per la Solitudine in Europa, un ministero ad hoc per cercare di contrastare, o quanto meno monitorare, “la triste realtà della vita moderna”.

Il Ministero per la Solitudine in questi anni ha promosso progetti collaborativi come, per esempio, Shared Lives: programma di condivisione domestica che unisce pensionati senza famiglia o affetti e studenti universitari.

In Italia, una ricerca del 2015 di Eurostat, elaborata da Infodata, afferma che il 13,5% dei giovanissimi italiani sotto i 16 anni non abbia una persona alla quale chiedere aiuto. La media europea si attesta al 6%. Secondo il Rapporto Annuale Istat 2018, circa 3 milioni di persone dichiarano di non avere una rete di amici, né una rete di sostegno, e 8,5 milioni di persone vivono da sole. L’assenza di reti esterne alla famiglia è più alta proprio fra questa percentuale di popolazione, con il 7,7%, ed è massima tra gli anziani, con il 15,6%.
I dati di un indagine fatta nel periodo post-Covid19, nel 2020, mostrano che il 55% della popolazione adulta in Italia ha sofferto di solitudine, soprattutto tra le fasce giovanili (18-34 anni). Il sondaggio globale del 2021 è ancora più drammatico e vede il nostro Paese al quinto posto al mondo per solitudine auto-dichiarata.

Pensiamo, inoltre, a giovani e giovanissimi che non sanno più come fare amicizia, sono spesso insoddisfatti dei propri corpi e delle proprie vite, sono chiusi e disorientati, vivendo spesso una reale condizione di malessere psicologico. In questi ultimi due anni, pandemia e guerra hanno accentuato in loro senso di solitudine e paura, mettendo così in forte difficoltà anche genitori, educatori e insegnanti che talvolta non riescono a riconoscere e affrontare sofferenza e solitudine (partendo, spesso, da loro stessi).

Valeria Zanatta


Fonti:

https://www.euronews.com/my-europe/2022/02/21/i-felt-true-emptiness-a-hidden-loneliness-crisis-is-haunting-italy

https://www.statista.com/statistics/1222815/loneliness-among-adults-by-country/

file:///C:/Users/User/Downloads/loneliness_in_the_eu__insights_from_surveys_and_online_media_data_online%20(1).pdf

https://www.ilsole24ore.com/art/pandemia-55percento-soffre-solitudine-disagio-sempre-piu-forte-i-giovani-ADPDU0y?refresh_ce=1

https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=58088

https://www.iltascabile.com/societa/politicizzare-la-solitudine/

https://www.gov.uk/government/publications/loneliness-annual-report-the-second-year/loneliness-annual-report-january-2021

https://www.telegraph.co.uk/lifestyle/wellbeing/10909524/Britain-the-loneliness-capital-of-Europe.html

https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(18)30142-9/fulltext

https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/1745691614568352

ARTICOLI CORRELATI

CATEGORIE

ULTIMI ARTICOLI