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sabato, 17 Ottobre, 2026

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Salute, l’appello di medici e associazioni agli Home care Days: “Aumentiamo i servizi domiciliari”

Decine di professionisti della salute, attori istituzionali e rappresentanti di associazioni riuniti per discutere di una nuova sanità, di un modello di assistenza in cui la qualità di vita delle persone sia davvero al centro. E' questo il cuore degli Home care Days, l’evento di due giorni (7 e 8 novembre) che è stato promosso a Bologna da Coloplast, azienda leader di mercato nel settore della salute intima. Dal Savoia Hotel Regency, dove si è svolta l'iniziativa, arriva l'appello diffuso a potenziare i servizi domiciliari per aiutare i pazienti, le famiglie e migliorare il benessere dell'intera comunità.

“Non è più pensabile, per l'epoca in cui viviamo, che parte delle cure che prima veniva prestate nei centri ospedalieri ora non arrivino a casa delle persone – dice Teresa Petrangolini, direttore Patient Advocacy Lab di ALTEMS, Università Cattolica del Sacro Cuore, presente all'evento -. Serve programmazione e continuità. Le associazioni che si occupano di salute chiedono un'assistenza domiciliare vera, con competenza e con diverse figure professionali. E in parallelo dei servizi multipli: consegna domiciliare di farmaci e dispositivi, informazioni sull'uso, attenzione al caregiver che è poi uno degli attori principali. Molte associazioni chiedono anche di promuovere la telemedicina, per poter dialogare continuamente con il proprio medico e il centro ospedaliero di riferimento.[…] E poi una maggiore collaborazione tra pubblico e privato per avere un concorso di forze. Ci sono Paesi come la Germania e altri del Nord Europa dove molta assistenza sta sul territorio.[…]”.

E' intervenuto tra gli altri anche Francesco Diomede, presidente Federazione italiana incontinenti e disfunzioni del pavimento pelvico e segretario nazionale dell'Associazione Italiana Stomizzati: “Auspichiamo che il nuovo Governo apra le porte ai cittadini su questo tema, così come alle associazioni. Dobbiamo riuscire – spiega – a intervenire sui livelli essenziali di assistenza, in modo particolare sulla libera scelta su cateterismo a intermittenza ma anche sulla presa in carico dei cittadini in ambito oncologico, dove i livelli essenziali di assistenza non sempre vengono rispettati. Serve raggiungere una presa in carico continua, dal momento in cui viene diagnosticata la patologia fino alla riabilitazione e al rientro a casa in modo che il paziente sia autonomo”.

Per Coloplast, agli Home care Days, ha parlato anche Alessandro Porciani,  Payers & Trade director dell'azienda. L'invito a potenziare i servizi domiciliari giunge anche da Raffaele Spena, presidente Federazione Associazioni Incontinenti e Stomizzati. “Si tratta oggi di una delle principali esigenze. Una questione per anni rimasta fuori dal dibattito, ma con la pandemia tornata al centro delle attenzioni. Le persone hanno capito l'importanza di ricevere cure a domicilio. La fascia di età di riferimento […] sono persone oltre i 65 anni che necessitano di una gestione della condizione, ma non di cure complesse. […]”.

Quanto il Covid abbia evidenziato l'importanza dei servizi a domicilio lo ha spiegato pure Vincenzo Falabella, presidente nazionale della Fish Onlus e Faip Onlus: “Un tema che impatta sulla vita quotidiana dei cittadini che vivono con una disabilità. La pandemia ha fatto capire le criticità che dobbiamo risolvere, dando risposta ai bisogni essenziali dei cittadini. Dobbiamo puntare a una migliore qualità di vita dei nostri pazienti, tutelare il diritto alla salute partendo dalle cure domiciliari. Il Pnrr va in questa direzione. Garantiamo un ponte tra ospedale e territorio, portiamo la sanità pubblica più vicino possibile ai luoghi vissuti dai nostri cittadini".

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