23.6 C
Roma
mercoledì, 7 Ottobre, 2026

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

Ci manca tanto Modugno

Il ricordo di Paola Severini, Direttore di Angelipress, a 10 anni dalla scomparsa del Mimmo nazionale. “Sembra ieri, perchè sento ancora la sua voce nelle orecchie e rivedo la sua faccia di vecchio bambino, la barba grigia, l'andatura malferma / era già stato colpito dall'ictus / e gli occhi, quegli occhi scuri, guizzanti soddisfazione, occhi che sorridono mentre guardano i “matti” dell'Ospedale di Agrigento che si stringono intorno a lui e lo toccano, lo accarezzano, lo baciano. Non avevo mai visto l'Inferno prima di arrivare con Mimmo, col mio ex marito Antonio Guidi e con Gaetano Benedetto (allora suo assistente, oggi ottimo Direttore del Parco dell'Appia) quella sera in Sicilia, in mezzo a uomini, donne, vecchi, sciancati, persone di età indefinibile, persone, ma che dico persone? Quelli non erano niente, occhi sbarrati e bocche spalancate, sporchi, seminudi, se non nudi del tutto. Dicevo dell'Inferno, ma forse l'Inferno è meno peggio di così. Avevo già visitato tanti manicomi, il primo nel 1973 in una località delle Marche, dove le schizofreniche venivano legate a letto quando avevano le mestruazioni, perchè far lavare mutande e pannolini, allora di stoffa, era uno spreco. Ma non avevo mai visto nulla di simile a quello che vidi e vissi insieme a Mimmo. Oggi tutti lo ricordano per le sue qualità canore: certo, è tutto vero, ma la gioia che Modugno ha dato za coloro che, e sono milioni di persone, hanno cantato e fischiettato le sue canzoni, non vale i 5 minuti di “Volare” cantata di fronte al pubblico degli ultimi della Terra (altro che Covent Garden!), ai quali Modugno aveva restituito la dignità di esseri umani”.Paola Severini

ARTICOLI CORRELATI

CATEGORIE

ULTIMI ARTICOLI