caro Direttore,
nei giorni scorsi hai ospitato il contributo del Senatore dei 5 stelle Di Piazza, che rappresentava la necessità del passaggio (cito) “dal Governo del Cambiamento al Governo del Bene Comune”. Credo di poter interpretare,dopo più di quarant’anni di impegno,le necessità e i desideri di quello che insieme a questo giornale abbiamo chiamato “l’esercito del Bene”. Un esercito di persone attente, competenti, determinate, forti, che hanno la capacità di far marciare questo paese e di salvarlo ogni volta dal baratro, perchè non sono buonisti ma sono davvero bravi a fare il loro lavoro. Questo “esercito” e tutti coloro che questo esercito tutelano e garantiscono, si aspettano dal governo che verrà essenzialmente 3 cose: che sappia guidare la trasformazione del welfare (siamo una nazione di vecchi), che sappia confrontarsi con l’europa da pari, che sappia avere una visione e anche una passione per il futuro.
Molti opinionisti si sono esercitati su questo libro dei desideri, chiedendosi chi verrà adesso? Non ci sono soltanto i soliti noti: l’Italia è ricca di persone con biografie impeccabili e storie di impegno e dedizione, persone che spesso non vengono prese in considerazione perché non appartengono a schieramenti, e che, invece,sono amate e considerate autorevoli dalla maggior parte della popolazione. Se si vuole realizzare un programma vero,e non un contratto,bisogna tenerne conto. Non capiterà di nuovo tanto facilmente l’occasione di scegliere puntando in alto. Vorrei,vorremmo,essere fieri di chi ci governerà: il mondo della solidarietà ha espresso eccellenze e virtù,se non si sceglie in quest’ambito,dove altro?
Molti opinionisti si sono esercitati su questo libro dei desideri, chiedendosi chi verrà adesso? Non ci sono soltanto i soliti noti: l’Italia è ricca di persone con biografie impeccabili e storie di impegno e dedizione, persone che spesso non vengono prese in considerazione perché non appartengono a schieramenti, e che, invece,sono amate e considerate autorevoli dalla maggior parte della popolazione. Se si vuole realizzare un programma vero,e non un contratto,bisogna tenerne conto. Non capiterà di nuovo tanto facilmente l’occasione di scegliere puntando in alto. Vorrei,vorremmo,essere fieri di chi ci governerà: il mondo della solidarietà ha espresso eccellenze e virtù,se non si sceglie in quest’ambito,dove altro?
Paola Severini Melograni
