Riportiamo di seguito l’articolo scritto da Antonio Capano e pubblicato oggi, 29 ottobre, su Avvenire.
L’intelligenza artificiale e l’umano. La riflessione dei cappellani militari
di Antonio Capano
Dal pomeriggio di domenica oltre 150 cappellani militari, presso la Domus Pacis di Assisi, stanno prendendo parte al loro annuale Corso di formazione e aggiornamento. I lavori si protrarranno fino a giovedì. Di grande attualità l’argomento al centro dell’assise, “Accompagnare l’umano nel tempo della macchina”.
Nella relazione introduttiva l’ordinario militare, Santo Marcianò, ha insistito riguardo alla cura della formazione permanente, soffermandosi sulla necessità di “una continua maturazione” e “dell’aggiornamento che si deve a ogni tipo di servizio”. Una esigenza, quella espressa dal presule, che ha ispirato il tema del corso, “di cui non sfuggono i risvolti pastorali”. Riflettendo sull’Intelligenza artificiale, Marcianò ha osservato che “la sua applicazione può portare a un innegabile progresso, anche nel mondo militare, ma richiede una profonda riflessione antropologica teologica, per la sua pervasività e capacità di incidere, nel bene e nel male, sulla vita della diocesi castrense, delle persone e sulla storia”. La guida della Chiesa militare ha fatto poi un cenno alle “guerre che ci circondano e ci coinvolgono”, ribadendo: “Il sostegno spirituale assicurato ai militari italiani si conferma un necessario apporto alla loro vita, alla loto serenità, all’equilibrio loro richiesto per portare avanti una missione di custodia e promozione della vita, di dialogo e di pace. Per tale motivo quello dei cappellani è un servizio sempre più richiesto e apprezzato dagli stessi vertici militari”. Strettamente legati alla tematica i due interventi di ieri. In mattinata don Alessandro Mantini, docente di Teologia e Intelligenza artificiale alla Cattolica di Roma, nella sua relazione dal titolo “Post-Modernità-Post-Umanesimo-Trans-Umanesimo” ha sostenuto: “Parallelamente ad un accelerato sviluppo tecnologico, tende a diminuire la fiducia nell’umano e quindi la nascita di correnti di pensiero post-umaniste che propongono orizzonti ibridi uomo-macchina, o trans-umaniste. E’ fondamentale – ha aggiunto – la ricerca di chiavi antropologiche che possano servire per una lettura del tessuto umano e sociale attuale, in vista di una più incisiva missione pastorale capace di intercettare i reali bisogni, anche non espressi, e portarli verso una realizzazione, una pienezza di senso. Quindi, conoscere per intervenire e accompagnare a Cristo che, solo, svela pienamente l’uomo all’uomo”.
Tra i temi anche “Pedofilia online e Intelligenza artificiale”, di cui ha parlato don Fortunato di Noto, presidente dell’associazione Meter. Con diversi esempi, don Di Noto ha evidenziato lo stretto legame tra Intelligenza artificiale e abuso sui minori. “Parlare ai cappellani militari – ha sostenuto – di pedofilia e pedopornografia, del dramma degli abusi sui minori, una piada tremenda, è suscitare nei cuori sacerdotali l’impegno a diventare e rendere possibile il sogno di Dio: gli innocenti nell’Innocente si curano e tutelano, sempre. Questo è anche in ogni ambito pastorale. Parrocchie, associazioni, movimenti devono essere luoghi amorevolmente sicuri. Non possiamo – ha concluso – né delegare, né negare questo dramma”.
I lavori proseguiranno nei prossimi giorni con altri interventi di teologi ed esperti. Essendo la ricerca scientifica e quindi l’Intelligenza artificiale ovviamente legata al tema della pace, in chiusura ci saranno due contributi in tal senso di Vincenzo Buonomo, ordinario di Diritto internazionale alla Pontificia Università Lateranense. Nella celebrazione di chiusura un seminarista dell’Ordinariato sarà ordinato presbitero.
