Centosettandue giorni in mano a un commando di 60 guerriglieri islamici, mangiando lucertole e serpenti nella foresta ma anche pregando, parlando a lungo con i suoi carcerieri di politica e religione, e soprattutto non perdendo mai la speranza di essere liberato: «Un sequestro duro ma anche un momento di grazia e riflessione».
