«Noi siamo nati con la nascita del mondo — dice orgoglioso il comandante Luigi Abate — C’eravamo, perché c’era il fuoco».
E difatti c’erano e ci sono sempre stati: in via Ventotene l’anno scorso, in via di Ripetta nel 1734 quando «bruciò il porto co’ tutti i magazzeni», nel crollo di Vigna Jacobini, a via della Lungara nel 1636: il fuoco — raccontano gli annali — divorava la proprietà del duca Salviati, ma grazie ai libberi cittadini esso fu domato e circoscritto».
Non lo sapevano, quei volontari, ma erano gli embrioni di quello che sarebbe diventato un Corpo dello Stato.
