Come tutti i più grandi strateghi sanno le vere battaglie oggi non si combattono più soltanto con armi tradizionali (soldati, missili, prodotti di morte micidiali quanto innovativi) ma con strategie che hanno per protagonisti i mezzi di comunicazione di massa!
L'informazione diventa protagonista di una guerriglia continua, senza esclusione di colpi, a base di news, programmi, films, talk show veri e propri vettori della Cultura Occidentale contrapposta al mondo dell'Islam.
Il Broadcasting Board of Governors sta preparando una nuova televisione in lingua araba “Middle East Television Network”, che avrà il compito di conquistare, come una sorta di novello pifferaio magico, gli arabi. Il progetto è seguito direttamente da un genio delle telecomunicazioni, Norman J. Pattiz, sostenitore di Clinton e Presidente della Commissione per il Medio Oriente del Bbg che si è occupata fino a questo momento della totalità delle stazioni televisive e radiofoniche di proprietà o con il patrocinio USA.
Obiettivo fondamentale dei media sarà attrarre gli utenti con i prodotti tradizionali americani (films, musica, notiziari, format tv) per limitare la censura, l'aggressività, la disinformazione e creare una nuova cristallina ed invitante immagine di come sono gli Stati Uniti demonizzati dai Governi integralisti. La nuova televisione satellitare non prevede spot pubblicitari e dovrebbe vivere del contributo del Congresso, circa 65 milioni di dollari.
La reazione dei Paesi Arabi ovviamente non è stata delle più felici; i 22 Stati della Lega Araba hanno programmato una serie di interventi per minare la nefasta influenza americana nel mondo radio/televisivo stanziando al loro volta dei fondi. Era, tra l'altro, emersa la necessità di proporre una nuova immagine del Mondo Arabo che potesse portare a conoscenza degli Occidentali usi, costumi, tradizioni e modi di pensare troppo spesso fraintesi: per il momento però si tratta solo di idee visto che manca un accordo supportato da una visione unitaria.
Certo il confronto sembra essere interessantedal punto di vista politico e sociologico; la conquista del pubblico sarà opera ardua anche per dei maghi della comunicazione come gli americani che si dovranno calare in un clima culturale estremamente particolare ed ovviamente prevenuto: non resta che stare a guardare per capire se il pop, i cartoons, le influenze subliminali riusciranno a trascinare lontano i cartelli di morte troppo spesso sbandierati in tanti filmati locali.
Le passioni del fu tubo catodico contro i missili a lunga e media gittata? Perchè no, in fondo l'importante è il risultato e in questo caso vuol dire meno vittime.
Francesca Pipitone
