fonte Nel manicomio di Racconigi, quando l’amore gay veniva lobotomizzato – Progetto Gionata
Ricerca storica di Rab. J. M. John Marshal*, dottorando di Ricerca in Storia alla Goa University (India).
La città di Racconigi (Piemonte, Italia) rappresenta un microcosmo che racconta il cammino storico percorso dai diritti LGBTQ+ in Europa.
La narrazione di questa storia è segnata da un estremo dualismo: dalla brutalità “organicista” vissuta nell’era fascista — in cui il manicomio cittadino divenne un laboratorio per “curare” l’omosessualità — all’epoca contemporanea dove c’e stata la restituzione simbolica di questo cammino.
Esaminando la persecuzione psichiatrica degli anni ’30, la complessa identità di
Casa Savoia e i moderni passi avanti nel riconoscimento legale delle persone LGBT+, si può osservare la trasformazione di Racconigi da luogo di omofobia istituzionalizzata a luogo di moderna inclusività.
I. Il Corpo come Macchina Biologica (Anni ’30)
Durante il regime fascista, Racconigi ospitava un manicomio psichiatrico all’avanguardia dell’”indirizzo organicista della psichiatria italiana”, un movimento che privilegiava l’intervento neurologico rispetto alla comprensione psicologica (Romano, The Coercion and Confinement 26). Sotto la direzione del neuropsichiatra Emilio Rizzatti, questo luogo divenne un centro pioniere per la psicochirurgia e nell’uso diffuso dell’elettroshock.
Il capitolo più straziante di questa storia riguarda la visita, nel 1937, del chirurgo portoghese Egas Moniz, pioniere della lobotomia (insignito del Premio Nobel nel 1949).
La lobotomia (dal greco λοβός (lobos) ‘lobo’ e τομή (tomē) ‘taglio, sezione’) è una forma oggi screditata di trattamento neurochirurgico per disturbi psichiatrici o neurologici (es. epilessia, depressione) che prevede la recisione delle connessioni nella corteccia prefrontale del cervello.
L’intervento recide la maggior parte delle connessioni da e verso la corteccia prefrontale e la parte anteriore dei lobi frontali.
Moniz considerava l’individuo omosessuale come “una persona malata e generalmente inutile, perché sterile”, sostenendo la chirurgia cerebrale per “curare l’inversione sessuale” (Romano, Italian Fascism’s Forgotten LGBT Victims 36).
Gli archivi del manicomio rivelano la tragica storia di F.N., un agricoltore celibe etichettato come “omosessuale impulsivo delirante”, internato nel 1930 e infine lobotomizzato nel 1937 (Romano, ‘My Untamed, Alone, Naked Will’ 100).
Questi interventi medici, che inclusero anche il trapianto sperimentale di testicoli e ovaie basato sulle teorie di Eugen Steinach, evidenziano un periodo in cui l’identità queer era trattata come un errore biologico da asportare chirurgicamente (Romano, Italian Fascism’s Forgotten LGBT Victims 36).
II. Il Corpo come Strumento Politico (La Monarchia)
La storia dell’omosessualità a Racconigi è legata anche ai più alti vertici del potere italiano. Umberto II di Savoia, l’ultimo Re d’Italia, nacque al Castello Reale di Racconigi il 15 settembre 1904 (Lentz).
Mentre la sua vita pubblica fu definita dal servizio militare e da un breve regno di quaranta giorni nel 1946, la sua vita privata fu oggetto di intense speculazioni e sorveglianza statale.
Umberto “non beneficiò della consueta legge del silenzio che circonda la vita privata di chi detiene il potere” (Dall’Orto 535). La polizia segreta fascista (OVRA) raccolse informazioni sulla sua “pederastia” per usarle come leva, mentre i giornali fascisti lo deridevano con l’epiteto “Stellassa” (Dall’Orto 534-535).
Racconti personali, come quelli di Enrico Montanari, descrivono come Umberto corteggiasse giovani ufficiali con regali come accendini d’argento incisi con la scritta “Dimmi di sì!” (Dall’Orto 535).
Le voci sulle sue relazioni si estendevano a figure culturali come il regista Luchino Visconti e l’attore francese Jean Marais, e il suo matrimonio con la principessa Maria José fu segnato da distanza fisica e sociale (Dall’Orto 535).
Nonostante la paternità di quattro figli, voci persistenti suggerivano che fossero stati concepiti tramite inseminazione artificiale, una narrazione documentata nei diari del Conte Ciano (Dall’Orto 535).
In definitiva, l’identità queer di Umberto fu usata come arma dagli antimonarchici durante il referendum del 1946 che pose fine alla monarchia italiana (Dall’Orto 535).
III. Il Corpo come Presenza Civica (Giorni Nostri)
In netto contrasto con questo passato repressivo, la Racconigi contemporanea ha abbracciato un futuro d’inclusione.
Questo cambiamento si è consolidato il 15 giugno 2023, con la prima unione civile tra persone dello stesso sesso della città, tra Piero Puccio e Giuseppe Bosio. L’evento è stato salutato come un “grande passo avanti per la città nella lotta contro l’omofobia” (“Piero e Giuseppe”).
Questo traguardo legale è stato seguito poco dopo dall’approvazione unanime di una “panchina arcobaleno” da parte del consiglio comunale, destinata a fungere da “spazio simbolico di inclusione, diversità e accoglienza” (“Racconigi avrà una panchina arcobaleno”).
Inoltre, la città è diventata sede di espressione culturale queer. Nel novembre 2022, il “Queer Picture Show” — una performance teatrale che esplora il New Queer Cinema — ha debuttato alla “Soms” di Racconigi. Diretto da Irene Dionisio e interpretato dall’attore Giovanni Anzaldo, lo spettacolo ha rivendicato lo spazio pubblico della città per “cementare” l’identità LGBTQI+ attraverso l’arte, piuttosto che sopprimerla attraverso la medicina (Dionisio).
IV. Il Corpo come Santuario Sacro (La Poesia)
Come abbiamo visto, la storia di Racconigi è popolata dai fantasmi delle persone queer intrappolate nel suo manicomio durante il fascismo. Il loro unico crimine fu la capacità di amare lo stesso sesso.
Questa poesia è il testamento immaginario di uno di quei pazienti. Destinato alla cancellazione medica, egli trasforma la propria anima in un santuario, intrecciando un amore clandestino per un uomo nella “città delle cicogne” (Racconigi) in una liturgia silenziosa e sacra.
Questa poesia funge da resistenza metabolica al manicomio degli anni ’30. Ogni strofa è il rifiuto di essere ridotto a un mero campione biologico.
“L’Amore Lobotomizzato”
O angelo piemontese,
Cullato nel grembo del nostro creatore — il Figlio di Dio,
Una conversazione con il Logos che ti ha creato!
Una tua foto tra le mie mani e un canto d’amore in sottofondo!
Il volto del Figlio di Dio è radioso come mille soli!
Eppure Egli ha scelto di essere amico mio, un sodomita!
Nel Suo grembo ho poggiato il capo e ho trovato riposo!
Pensando e parlando di te a Lui!
O angelo del Piemonte che mi hai rapito gli occhi!
Non posso dimenticare quella sera, o principe del borgo ricolmo di cicogne!
Cristo accarezzava i miei capelli peccaminosi!
Egli dice che persino ogni singolo capello sul mio capo è contato!
Ho chiesto a Cristo perché avesse creato una tale meravigliosa bellezza!
“In lui non v’è difetto”, ho detto come Salomone nel Cantico dei Cantici!
Come dice il Proverbio, il suo volto gioioso è la mia medicina!
Il suo sorriso di Duchenne risuona nel mio cuore da anni!
Non passa un solo giorno senza che io pensi a lui, sebbene non gli abbia mai parlato!
O principe i cui capelli biondo oro risplendono come i declivi di Sutri baciati dal sole!
Uno sguardo dei suoi occhi in quella sera piemontese fu sufficiente!
Petrarca fu sostenuto solo da poche visioni di Laura!
Il mio cuore è fisso sul mio amico, il mio creatore, il mio salvatore, il creatore del mio angelo piemontese!
Le Sue dita che furono martoriate per me sulla Croce!
Egli ha posto le Sue dita nel mio cuore, calmandone i ritmi!
Egli è il maestro dell’amore! Posso io amare il mio amato più di Lui? Mai!
Le mie narici sono ricolme del dolce Nome di Gesù!
Il Nome del mio salvatore, creatore e redentore del mio principe!
Io non sono perfetto, né lo è il mio amato!
Eppure il maestro di ogni bellezza si è fatto brutto per amor nostro!
Sostieni il cuore del mio principe, o Re degli Angeli!
O Tu che sei adorato da Cherubini e Serafini e sollevatore della mia miseria!
Abbi pietà di me! Abbi pietà del mio amato!
Ricorda il Tuo sangue versato per noi sulla Santa Croce!
Egli ha preso uno strumento di umiliazione e lo ha trasformato in salvezza!
Egli prenderà il mio amore per lo stesso sesso e lo trasmuterà in oro!
Nulla è impossibile per Lui ed Egli mi ama incondizionatamente!
In Lui riposo, mio unico e solo rifugio!
Sono una creatura ingrata e peccatrice che supplica la Sua grazia per la purezza!
Signore, preservami nei chiostri del Celibato!
Nutrimi con il Tuo corpo e con il Tuo sangue!
Non permettere agli avvoltoi carnali di banchettare col mio prezioso amore per il mio amato!
Signore, il Tuo amore è forte ma del tutto silenzioso!
Il mio amore per lui è forte, eppure nessuna parola lo raggiunge!
Egli è in quella città delle cicogne, occupato nelle sue faccende quotidiane!
Egli non sa nemmeno che io esisto, ma Tu conosci il mio cuore colmo dei suoi pensieri!
Offro le mie preghiere ai Tuoi Piedi Sacri, mio maestro, mio creatore!
O Tu che sei nato prima dei secoli dal Padre!
O Tu dal quale procede lo Spirito insieme al Padre!
O Logos dell’amore incarnato come uomo per noi nel Grembo intatto della Vergine Santa!
Stringi le mie mani e camminiamo verso quella torre dove egli vive!
Io lo scruto in lontananza ed egli è ignaro del mio sguardo!
Stringo le Tue mani e poggio il mio capo sulle Tue spalle!
O Cristo onnisciente, salvalo e conducilo nel Tuo Cielo!
Sia gloria al Padre che risiede nella luce inaccessibile!
Gloria al Figlio, che ha dato il Nuovo comandamento dell’Amore!
Gloria allo Spirito il cui cuore batte per me e intercede per me!
Gloria al Dio Trino che ha creato il mio angelo piemontese per i secoli dei secoli! Amen! Amen!
Note:
- Il Grembo Divino contro il Tavolo Operatorio: Mentre il mondo etichetta il paziente come “inutile” e lo prepara per l’intervento, il “Logos” lo tratta con intimità. Ponendo il capo nel grembo di Cristo invece che sul tavolo operatorio, il parlante rivendica la propria dignità.
- L’Amato come Medicina: Il parlante identifica il “sorriso di Duchenne” come la sua vera medicina, rifiutando le “cure” del regime fatte di elettroshock e coma insulinico. Egli afferma che l’unica guarigione valida per lo spirito è il riconoscimento della bellezza.
- Il Celibato come Fortezza: In un’epoca in cui i corpi queer erano soggetti a trapianti forzati di organi, la supplica per i “chiostri del Celibato” è una rivendicazione di autonomia corporea. È una preghiera per mantenere il proprio amore “prezioso” e irraggiungibile per gli “avvoltoi carnali” dello Stato. È anche un riferimento all’idea del tempo in cui le persone queer spesso consideravano peccaminosi gli atti omosessuali, pur coltivando profondi legami emotivi con lo stesso sesso.
- Trasmutazione Alchemica: Il parlante confida in Cristo per “trasmutare” il suo amore omosessuale in oro. Questo rifiuta la visione fascista del desiderio queer come “scoria” o rifiuto, dichiarandolo invece una sostanza incorruttibile appartenente al “Re degli Angeli”.
V. Prospettiva Filosofica Complessiva
Dal punto di vista della Filosofia del Corpo e della Medicina, la storia del manicomio di Racconigi ci ricorda la transizione dal corpo come vaso sacro al corpo come “macchina biologica”, regolabile meccanicamente per conformarsi all’ideologia statale.
L’approccio “organicista” praticato nell’ospedale psichiatrico di Racconigi sotto la direzione di Emilio Rizzatti rappresenta l’apice del materialismo medico. In questo quadro filosofico, l’”anima” o la “psiche” vengono interamente ridotte a percorsi neurologici.
Trattando l’omosessualità attraverso la lobotomia, l’istituzione medica non considerava l’identità come una narrazione o una scelta, bensì come un malfunzionamento dei lobi frontali.
La lobotomia era un tentativo di recidere il sé “anormale”, trattando di fatto il cervello umano come un circuito difettoso. Il caso di F.N. illustra la perdita di quella che i filosofi chiamano integrità fenomenologica. Recidendo le connessioni prefrontali, il medico non “guarisce” il paziente; ne annienta la capacità di esperire un sé complesso e desiderante, lasciando dietro di sé un involucro “generalmente inutile” ma sottomesso (Romano, The Coercion and Confinement 26).
Il disprezzo del chirurgo portoghese Egas Moniz verso l’individuo queer, definito “inutile perché sterile”, si allinea alla biopolitica fascista. In questa visione, il valore di un corpo è misurato esclusivamente dalla sua utilità riproduttiva per lo Stato.
Il trapianto sperimentale di testicoli e ovaie (basato sulle teorie di Steinach) fu un disperato tentativo filosofico di forzare il corpo “deviante” a rientrare in un ritmo eteronormativo e riproduttivo (Romano, Italian Fascism’s Forgotten LGBT Victims 36).
Lo Stato, attraverso il bisturi del chirurgo, rivendicava la totale sovranità sugli organi interni dei suoi cittadini. Il corpo dell’”invertito” divenne un sito di alchimia sponsorizzata dallo Stato, dove l’obiettivo era trasmutare il desiderio “sterile” in cittadinanza “produttiva”.
L’evoluzione di Racconigi da luogo di lobotomie a sede di unioni civili rappresenta un cambiamento nella filosofia stessa della medicina: da una “medicina della correzione” a una “medicina del riconoscimento”.
La “Panchina Arcobaleno” e il teatro di Irene Dionisio fungono da protesi della memoria. Sostituiscono il trauma fisico degli interventi del 1937 con un nuovo corpo sociale che è “plurale e accogliente” (“Racconigi avrà una panchina arcobaleno”).
La città è passata dal “tagliare” l’identità all’”ospitarla”, dimostrando che il corpo civico può guarire le cicatrici lasciate da un passato freddo e clinico.
La poesia “L’Amore Lobotomizzato” offre una profonda contro-narrazione filosofica, spostando il discorso dal tavolo operatorio al Grembo Divino. Mentre il medico vede “scoria” (rifiuto), il paziente identifica il proprio desiderio come “oro”.
Affermando che “persino ogni singolo capello sul mio capo è contato” dal Creatore (Lc 12,7), il paziente riafferma una dignità che l’organicismo psichiatrico gli nega. In un affascinante risvolto filosofico, la supplica per i “chiostri del Celibato” agisce come un rifiuto del consumo.
Se lo Stato vuole usare il suo corpo per esperimenti e gli “avvoltoi carnali” vogliono consumare la sua identità, il celibato diventa una fortezza della sua “volontà indomita” (Untamed Will). È l’unico modo per mantenere il proprio amore “prezioso” e non lobotomizzato.
Conclusione
La storia di Racconigi è una testimonianza della resilienza dello spirito umano. Le stesse strade che un tempo videro la patologizzazione clinica degli “invertiti sessuali” e la sorveglianza clandestina di un principe, oggi ospitano simboli arcobaleno e rassegne teatrali queer.
Sebbene le cicatrici delle lobotomie del 1937 e l’esilio forzato di Umberto II rimangano come marcatori storici, il moderno impegno della città per le unioni civili e la visibilità pubblica offre una profonda narrazione di progresso, dimostrando che anche un luogo di trauma storico può essere trasformato in una comunità di rispetto e unità.
* Rab. J. M. John Marshal è dottorando di Ricerca in Storia, DDKSSBS, presso la Goa University (India), fondatore e responsabile dell’Elamite Interfaith Movement. Email: johnbti0901142@gmail.com
Bibliografia:
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Dionisio, Irene. “‘Queer Picture Show’ debuts on the stage of the ‘Soms’ in Racconigi.” Il Torinese, 19 Nov. 2022.
Lentz, Harris M., editor. “Italy (Italian Republic).” Heads of States and Governments Since 1945, Taylor & Francis, 2014. Routledge.
“Piero e Giuseppe: ‘Ogni giorno deve essere il Coming Out Day.‘” Il Saviglianese, 25 Oct. 2023,
“Racconigi avrà una panchina arcobaleno: il plauso della lista Patrizia Gorgo Sindaco.” Cuneodice, 25 July 2023, cuneodice.it/amp/attualita/saviglianese/racconigi-avra-una-panchina-arcobaleno-il-plauso-della-lista-patrizia-gorgo-sindaco_76650.html
Romano, Gabriella. Italian Fascism’s Forgotten LGBT Victims: Asylums and Internment, 1922–1943. Bloomsbury Publishing, 2024.
Romano, Gabriella. “‘My Untamed, Alone, Naked Will’: Freedom.” The Pathologisation of Homosexuality in Fascist Italy, Palgrave Macmillan, 2019, pp. 91-112.
Romano, Gabriella Maria. “The coercion and confinement of LGBT people in psychiatric hospitals in Italy during the Fascist regime, 1922-1943.” Birkbeck, University of London, PhD dissertation, 2021,
