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martedì, 16 Aprile, 2024

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

Paola Severini Melograni: Toscanini, il mondo ebraico e la solidarietà

Diceva Igor Stravinsky alla fine della sua vita: “la musica è fatta di ciò che non si può scrivere”. Toscanini invece dirigeva, scriveva e faceva politica!
Fare politica secondo lo stile del più grande direttore d’orchestra di tutti tempi voleva dire prendere parte e impegnarsi per chi fosse davvero in difficoltà: un dictat che ha segnato tutta la lunga e trionfale vita del Maestro.

Ottant’anni fa a Tel Aviv Toscanini dirige il concerto inaugurale dell’orchestra di Palestina, che diverrà mitico e indimenticabile. Non si conoscono altri Stati al mondo che hanno avuto prima l’orchestra e poi la forma giuridica; Israele infatti nascerà come nazione 12 anni dopo, il 14 maggio del ’48. È significativo ricordare che al concerto di Toscanini in Palestina del ’36 assistettero Chaim Weizmann (nel ’48 primo presidente dello stato di Israele) e David Ben Gurion, il futuro primo ministro, e resta straordinariamente attuale ancora oggi il significato politico e insieme solidale di quella scelta. Il Maestro infatti non è stato soltanto il più grande direttore d’orchestra della storia, ma anche un uomo generoso e un convinto sostenitore dell’amicizia fra i popoli e dell’uguaglianza fra gli uomini. Disse allora che si sentiva un ebreo onorario e si era trovato in Palestina come fosse nella seconda sua patria; addirittura dichiarò che il suo cognome, poiché portava un riferimento territoriale, era certamente di origine ebraica (Toscana-Toscanini).

Il Comitato Internazionale VivaToscanini, presieduto dall’ultima erede vivente del Maestro, Emanuela di Castelbarco, (e di cui ho l’onore di essere Segretario Generale) dal 2007 ad oggi non ha mai smesso di impegnarsi per far sì che la memoria di un tale uomo non si limiti all’ambito musicale ma faccia comprendere a tutti coloro che lo ammirano ancora come l’uomo sia stato un gigante della solidarietà. Abbiamo approfondito attraverso i media, in particolar modo lavorando sul binomio musica-scuola, quanto il lascito morale di Toscanini abbia inciso nel modello di pratica di ciò che oggi si chiamerebbe “Bene Comune” e che ebbe nel concerto della Palestine Orchestra il suo evento eclatante. Lo abbiamo fatto anche attraverso l’intitolazione a lui dell’Auditorium Rai di Torino e con la prima assoluta europea della trasmissione dell’opera via satellite nelle sale cinematografiche (sistema oggi divenuto consueto ma allora impensabile!).

Non si deve infatti ridurre soltanto ad una convinzione politica la scelta del ’36, replicata nel ’38 in occasione della sua seconda tourneé in Terra di Palestina, di sostenere così fortemente il mondo ebraico: la visione toscaniniana dell’uguaglianza tra gli uomini (mutuata dal padre garibaldino e dalle dolorose esperienze della sua vita) era determinante per la sua concezione della vita e faceva sì che egli utilizzasse il suo talento e la sua enorme popolarità per moltissimi fini solidaristici e di “politica sociale”- non partitica.

Infatti nel dopoguerra, senza il suo aiuto economico Don Carlo Gnocchi non avrebbe potuto mantenere e ampliare l’istituzione che porta il suo nome. In definitiva, come scrive Piero Melograni nel suo Toscanini, la vita, le passioni, la musica (ed. Mondadori), Toscanini fu un italiano la cui vicenda può considerarsi emblematica dei successi, delle tragedie, della storia di un popolo, il nostro. Anche per questo motivo il Comitato Internazionale a lui intitolato è onorato di questo omaggio da parte del mondo ebraico, avvenuto il 22 gennaio attraverso la collocazione di una pianta di sughero all’Auditorium di Roma e della riproposizione del “suo”concerto nella Giornata del ricordo della Shoah questo 27 gennaio 2016.

Analisi di Paola Severini Melograni, segretario generale comitato internazionale VivaToscanini


Fonte: https://it.gariwo.net/editoriali/toscanini-e-il-mondo-ebraico-e-la-solidarieta-14447.html

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