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mercoledì, 28 Febbraio, 2024

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Vacanze preadottive. Una strada “nuova” e di successo per l’Adozione Internazionale

Numeri alla mano, nel panorama europeo le famiglie italiane sono le più aperte all’accoglienza e le più disponibili ad adottare bambini grandicelli, che come si sa in molti Paesi d’origine risultano adottabili in gran numero trovando, però, grande difficoltà di collocazione all’interno di famiglie adottive nazionali e internazionali.
Un’altra osservazione basata sui dati indica come molte adozioni di minori di età tra gli 8 e i 14 anni siano frutto di una precedente conoscenza tra genitori adottivi e minori, avvenuta durante alcuni periodi di soggiorno in Italia di questi ultimi. Molte coppie che hanno dato la disponibilità a ospitare minori stranieri hanno successivamente inoltrato domanda di adozione, spesso portando felicemente a compimento il procedimento adottivo del minore temporaneamente accolto. Queste esperienze ci fanno capire che un periodo di convivenza coppia-minore prima dell’adozione può portare a una maggiore disponibilità delle coppie rispetto all’età e al numero di minori da adottare. Così facendo, infatti, le coppie non hanno più “un sogno” rispetto al bambino da adottare, in quanto l’immagine idealizzata è già stata sostituita da quella reale del minore, o dei minori, che hanno vissuto con loro.
Le Autorità Centrali di alcuni Paesi d’origine dei minori già da una decina di anni hanno iniziato a studiare e implementare programmi ad hoc, con l’obiettivo di dare una possibilità proprio a quei bambini già grandi di trovare una famiglia permanente e definitiva: sono le cosiddette vacanze preadottive!

La situazione in Colombia

Il primo Paese ad aver definito un progetto di “vacanze preadottive” o, come dicono in loco, “vacaciones en el extranjero”, è la Colombia, che ha in essere una collaborazione stabile da molto tempo con l’Italia. In Colombia si trovano più di 4.000 bambine, bambini e adolescenti in stato di adottabilità, senza una famiglia che possa garantire loro il diritto fondamentale di crescere amati come figli.
Tanti di loro sono minori con bisogni speciali, in quanto rientrano in questa categoria tutti i bambini maggiori di 10 anni di età, appartenenti a gruppi di fratelli o in condizioni di salute particolarmente complesse. Tutte caratteristiche cha fanno sì non ci siano famiglie pronte ad adottarli iscritte nelle liste d’attesa del Paese.
Per trovare una soluzione l’ICBF (Autorità Centrale colombiana) ha elaborato diverse strategie: una di queste riguarda proprio le vacanze preadottive, iniziate nel 2004 e per mezzo delle quali circa 180 minori colombiani ogni anno intraprendono un viaggio all’estero e vengono ospitati in famiglie. Il risultato di questa ospitalità temporanea ha visto il 61% dei minori inseriti nel programma essere successivamente adottato.

La possibilità di conoscere una famiglia

Al momento, questa possibilità esiste solo con gli Stati Uniti d’America, ma recentemente sta venendo portato avanti lo sviluppo di un progetto analogo con l’Autorità Italiana CAI, forte del fatto che l’Italia è il secondo Paese per numero di adozioni con la Colombia.
L’obiettivo è far per provare a questi minori per i quali non si è riusciti a trovare una famiglia l’esperienza di convivere e conoscere una famiglia straniera per un periodo che può variare da 2 a 5 settimane. Al termine di questa “vacanza” la speranza è che si sia instaurato un rapporto tre il minore e la famiglie tale da potersi consolidare fino ad arrivare all’adozione internazionale, portando così a compimento il sogno di questi bambini di avere una famiglia che li ami, li comprenda e li aiuti a costruire un progetto di vita.

I risultati di un’esperienza positiva

ICBF ha documentato l’esperienza delle vacanze preadottive evidenziando come i bambini e gli adolescenti mostrino entusiasmo e felicità nel partecipare a questi viaggi che permettono loro di conoscere un Paese, una cultura, di sentirsi accolti e soprattutto di entrare in contatto con una famiglia che in futuro potrebbe diventare la loro.
È molto importante sottolineare che questa opportunità è corredata da una serie di attività (con i minori e con le famiglie) che permettono di affrontare con serenità tutto il percorso, sia per quanto riguarda l’ospitalità, prima, sia per l’eventuale adozione, dopo.
Prima del viaggioi minori vengono trasferiti in una struttura per essere preparati; ricevono le prime nozioni della lingua e della cultura del Paese di destinazione, vengono fatte esercitazioni sul controllo dell’ansia, simulazioni del viaggio aereo, delle formalità aeroportuali e altre attività.
I bambini vengono poi seguiti durante il viaggio da un accompagnatore, che li assiste nel disbrigo delle formalità e nell’inizio della conoscenza con la famiglia.
Durante la loro permanenza sono previste una serie di attività pianificate precedentemente dall’organizzazione straniera e pensate per far comprendere ai bambini le dinamiche di una vita in famiglia.
Una volta terminato il periodo di soggiorno, i minori tornano in Colombia, dove si inizia a verificare l’esito dell’esperienza, coinvolgendo anche la famiglia accogliente. Se i risultati sono positivi e, tanto da parte della famiglia quanto da quella del minore, viene manifestata l’intenzione di procedere con l’adozione, verrà seguita la procedura amministrativa e legale prevista.
Conoscere e convivere, anche se per un breve periodo, con questi bambini porterà le coppie a una maggiore consapevolezza e a non avere più paura di adottare un bambino un po’ più grande.

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