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giovedì, 22 Febbraio, 2024

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Violenza contro le donne: educare i giovani di oggi, futuri adulti di domani

Chi ha qualche capello bianco, ricorderà il proverbio: “Le donne non si toccano neanche con un fiore”. Erano i tempi dove le donne erano considerate “le regine della casa”, dove erano “servite per prime” dove si apriva loro la portiera per farle accomodare in auto, dove nei mezzi pubblici o al cinema ci si alzava per lasciare che occupassero il posto a sedere, dove infine, nelle emergenze, si pronunciava la fatidica frase: “prima le donne e poi i bambini”.

Un tempo che fu e che, senza che ce ne accorgessimo, oggi, ci riserva quotidianamente notizie di violenze di genere, come abusi, stupri, femminicidi come quello di “Giulia”, che ha scosso l’intero Paese e il cui corpo è stato ritrovato dai Vigili del fuoco in un canalone tra Piancavallo e il lago di Barcis. L’ennesimo femminicidio che mai avremmo voluto ricordare proprio in occasione della “Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Il 25 novembre se ne celebra, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che in questa data invita i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica su una delle più devastanti violazioni dei diritti umani.

A guardare indietro già tra il Cinquecento e l’Ottocento esistevano delle forme di “inferiorità” della donna nei confronti dell’uomo in un mondo di tipo “patriarcale” dove, per cultura, vigeva una sorta di maschilismo che estrometteva di fatto il mondo femminile dalla sfera politica e giuridica, ne limitava la possibilità di entrare nella gestione patrimoniale e la escludeva nell’accesso all’istruzione.

La violenza sulle donne: un tema sociale

A partire dal ventesimo secolo però il dibattito sulla violenza conto le donne, che fino ad allora aveva investito soltanto il campo giuridico interessato a definirne gli eventuali contorni penali, diviene un tema sociale che viene discusso non più solamente in sede giudiziaria ma investe l’opinione pubblica, la stampa, le associazioni, la politica.

Questo tipo di cultura ha guidato ugualmente per anni, la vita del nostro Paese anche nel campo delle norme giuridiche se si pensa che solamente il 30 gennaio del 1945 viene riconosciuto alle donne il diritto di voto.  In Italia il primo Centro contro la violenza di genere nasce a Roma nel 1976, quando il Movimento di Liberazione della Donna (MLD) decide di offrire alle donne uno strumento per opporsi ai maltrattamenti.

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Fonte: https://www.interris.it/copertina/violenza-contro-donne-educare-giovani-oggi-futuri-uomini-domani/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=giornaliera

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