La Venice International University (VIU) celebra trent’anni e lo fa con tre giorni di incontri dedicati all’analisi delle trasformazioni globali e alle sfide che attendono l’ateneo multilaterale con sede sull’isola di San Servolo. Un compleanno che diventa occasione per ripercorrere la storia dell’università, nata nel 1995 come consorzio accademico internazionale e oggi punto di riferimento per la cooperazione scientifica globale.
A raccontare l’origine del progetto è Umberto Vattani, presidente di VIU dal 2001 ed ex segretario generale del Ministero degli Affari Esteri. In un’intervista pubblicata su Il Gazzettino, Vattani ripercorre intuizioni, scelte e sviluppi che hanno trasformato un’idea lungimirante in un polo universitario unico nel suo genere.
Fin dai primi passi, fu chiaro che per affrontare temi globali sarebbe stato necessario ampliare la rete dei partner. All’inizio partecipavano soltanto Germania, Stati Uniti, Spagna e alcuni atenei veneti, ma presto si comprese che lo sviluppo dell’istituzione passava dall’apertura verso nuove realtà. L’ingresso di università strategiche come la Tsinghua di Pechino ha segnato una svolta decisiva, rendendo VIU una piattaforma realmente internazionale.
Negli anni l’ateneo ha costantemente ampliato il proprio raggio d’azione, passando da un focus europeo e pacifico a una prospettiva globale che ingloba oggi collaborazioni con organizzazioni internazionali come CNR, ONU, UNESCO e OCSE. Accanto all’espansione geografica, sono cresciuti anche i temi di ricerca e confronto, che toccano ormai la globalizzazione, la sostenibilità, l’energia, l’urbanizzazione e le nuove dinamiche sociali e politiche.
Vattani osserva come lo scenario geopolitico odierno sia profondamente diverso da quello degli anni Novanta. Le tensioni internazionali, la crisi del multilateralismo e l’instabilità delle regole globali rendono ancora più urgente il ruolo di luoghi di dialogo come VIU, pensati per creare connessioni tra Paesi e culture.
Nell’intervista si affronta anche l’attuale caso del professore veneziano trattenuto in Cina, che secondo Vattani evidenzia quanto sia delicato l’equilibrio delle relazioni internazionali. Proprio per questo, afferma, diventa fondamentale continuare a investire in istituzioni capaci di mantenere aperti i canali di confronto e collaborazione, anche quando gli scenari politici sembrano complicarsi. È in questa capacità di costruire ponti, conclude, che si riconosce la vocazione più autentica della Venice International University.
Fonte:
Articolo tratto da Il Gazzettino, 27 novembre 2025,
