Dal 11 al 13 febbraio 2026, Roma diventa palcoscenico di un evento internazionale dedicato ad Amelia Rosselli, una delle voci più originali e intense della poesia italiana del Novecento. Il convegno “Un echeggiare violento. Trent’anni con Amelia Rosselli” celebra il trentennale della sua scomparsa con incontri, letture, performance e riflessioni critiche che attraversano l’intera opera poetica.
Organizzato dalle Università Sapienza e Roma Tre, con il contributo di istituzioni culturali e bibliotecarie, il convegno si svolge in sedi simboliche della città — da Palazzo Valentini alla Sapienza fino all’Università di Roma Tre — e vede la partecipazione di studiosi italiani e internazionali.
Ma la memoria di Rosselli non vive solo nei saggi critici: una delle testimonianze più intense della sua voce poetica e umana resta la sua ultima intervista, realizzata da Paola Severini nella trasmissione Rai Un popolo di poeti. In quel dialogo — oggi patrimonio documentario e di sensibilità poetica — Rosselli parla in modo diretto del rapporto tra linguaggio, solitudine e fragilità esistenziale. Qui la registrazione completa: https://www.raiplay.it/video/2020/02/Scrittrici-italiane—Un-popolo-di-poeti-Amelia-Rosselli-sulla-solitudine-4a4cb5df-bcf7-4470-942c-d22f7360bb51.html
In quell’intervista, la Rosselli racconta con sincerità il dolore e la solitudine che hanno accompagnato molte fasi della sua vita, radicati anche nei traumi dell’infanzia. Queste esperienze personali furono — lungi dall’essere semplici aneddoti biografici — parte integrante della sua poesia, che sfida il lettore con un linguaggio esatto, fiero, spesso doloroso nella sua chiarezza.
La conduzione di Paola Severini, da sempre sensibile alle connessioni tra creatività e vissuto interiore, ha contribuito a restituire a quei temi uno spazio pubblico di confronto e riflessione, inserendoli in un orizzonte culturale più ampio. Il dialogo con Rosselli in Un popolo di poeti può essere letto non solo come un documento di storia letteraria, ma anche come una testimonianza sulla complessità delle relazioni tra esistenza, linguaggio e fragilità psicologica — aspetti che continuano ad alimentare battaglie culturali e sociali sulla dignità delle persone con sofferenza mentale.
Tornando al convegno, la prima giornata — mercoledì 11 febbraio — si apre a Palazzo Valentini con gli interventi istituzionali, seguiti da letture e performance, tra cui “L’inferno, tessuto da mani perfette”, un progetto che fonde poesia, voce e musica.
Il 12 febbraio l’Aula Magna della Sapienza ospita sezioni di approfondimento dedicate a immagini, suoni, spazi e linguaggi nella poesia di Rosselli, con contributi accademici e sessioni di lettura collettiva.
Infine, il 13 febbraio all’Università Roma Tre si esplorano le relazioni tra lingue, letterature e testi, in una riflessione che lega Rosselli ad altri grandi della modernità poetica.
L’ingresso all’intero convegno è gratuito con registrazione, e l’evento rappresenta una straordinaria occasione per riscoprire non solo la forza poetica di Rosselli, ma anche la sua intensa umanità — ricordata con rispetto, profondità critica e sensibilità culturale.
