Di seguito riportiamo un estratto dell’articolo scritto da Alberto Melloni sul Corriere della Sera di sabato 19 Agosto 2023:
Il 23 agosto di un secolo fa il martirio di don Giovanni Minzoni tra i pochi nella Chiesa a denunciare la brutalità di Mussolini
Natale Gaiba è il nome, oggi dimenticato, d’un bracciante, assessore nella giunta socialista di Argenta del 1921. I fascisti da Ferrara venuti il 16 aprile per «dare una lezione» al paesone, trascinano in piazza il sindaco socialista e i membri del consiglio comunale e li costringono a suon di botte a rinunciare alla carica. Tutti tranne uno, Gaiba, appunto: sfugge alla cattura ma le camicie nere lo trovano, il 7 maggio. Lo pestano a sangue davanti alla madre e lo finiscono con due colpi di pistola. Il funerale del socialista Gaiba lo celebra l’arciprete di Argenta, don Giovanni Minzoni. E anziché limitarsi a qualche frase neutra, bolla con parole di fuoco quel delitto: fascista.
È la messa in pratica di un proposito già enunciato da don Giovanni in una lettera: «Per me non vi è che una soluzione; passare il Rubicone e quello che succederà sarà sempre meglio che la vita stupida e servile che ci si vuole imporre». Anche Minzoni forse lo sa: ma noi sappiamo che la sua morte inizia lì. Perché in quella difesa cattolica di un socialista c’è la prova provata che nulla di quel che accadrà l’anno dopo, nel 1922 fatale al Paese, era ineluttabile […]
