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domenica, 16 Giugno, 2024

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

Firmato gemellaggio tra Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e Fondazione Don Gnocchi

Nel pomeriggio del 20 ottobre si è tenuto, presso la Sala Alessi di Palazzzo Marino a Milano, l’evento “Le vittime civili di guerra e l’opera di don Carlo Gnocchi: la storia continua” che ha fatto da cornice alla firma del gemellaggio tra Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e la Fondazione Don Gnocchi. Due realtà le cui storie si sono profondamente intrecciate a partire dagli anni della seconda guerra mondiale e del dopoguerra con le prime azioni di riconoscimento e tutela delle vittime da parte di ANVCG e con l’Opera di prossimità e assistenza di don Carlo Gnocchi che ha accolto i primi orfani di guerra e i bambini mutilati.

In apertura dell’evento i saluti delle istituzioni: Elena Buscemi, presidente del Consiglio Comunale di Milano e Simone Locatelli del Municipio 2. Entrambi hanno ricordato il 79° anniversario della Strage di Gorla sottolineandone l’importanza nell’attuale scenario di tensione internazionale. A seguire, l’intervento di Emanuele Bressan, docente di storia contemporanea all’Università di Macerata, che ha fatto un excursus spiegando come il welfare di oggi sia il punto di arrivo di una lunga storia in cui diversi attori hanno costruito l’idea di sicurezza sociale. Paolo Iacobazzi, responsabile dell’ufficio legislativo dell’Associazione, ha sottolineato come il riconoscimento della categoria di vittima civilie di guerra, con le relative tutele, sia una peculiarità italiana e una conquista ottenuta da persone che, nonostante dolori e sofferenze fisiche e psichiche, si sono adoperate per la causa con encomiabile spirito di volontariato.

Monsignor Angelo Bazzari, presidente onorario della Fondazione Don Gnocchi, ha approfondito l’opera del Beato don Gnocchi come artefice di carità, ricordando come nell’apocalisse della ritirata in Russia abbia trovato il senso dell’amore e della solidarietà. “La guerra è stata di tutti, ora dobbiamo far scoppiare la pace di tutti” ha riferito Monsignor Bazzari riportando una frase di don Carlo Gnocchi.

Il racconto è poi stato affidato a chi, molto giovane, ha conosciuto don Carlo Gnocchi ed è stato accolto nei suoi istituti, sono state testimonianze toccanti di profonda gratitudine. Sono intervenuti “i mutilatini” oggi dirigenti e parte attiva dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra: Adriana Geretto, Vice Presidente Nazionale ANVCG con delega alle scuole, Alba Carnielutti, Sindaco unico della sezione di Udine, Luigi Franzolini, Consigliere della sezione di Udine, Mario Menotti, Presidente della sezione di Padova e Giuseppe Ticò, già Presidente della sezione di Trento e Consigliere nazionale ed oggi socio onorario dell’Associazione. Sul palco della Sala Alessi è salito poi Nicolas Marzolino, Consigliere Nazionale ANVCG, che nel 2013, a soli 16 anni, ha perso la vista e una mano a causa dell’esplosione di un ordigno bellico della seconda guerra mondiale.

 Novalesa. Marzolino ha tracciato un filo conduttore tra le vittime civili di ieri e di oggi invitando ad agire per il concretizzarsi di una cultura di pace. Infine sono intervenute Antonella Battiato e Marina Rodocanechi del Servizio Solidarietà Internazionale che hanno raccontato l’impegno di Fondazione Don Gnocchi in Ucraina e in particolare con la Casa della Misericordia, un progetto partito nel 2018, nella regione di Ternopil, che accoglie bambini disabili ed è diventatoun riferimento per la comunità. Dopo la firma delle pergamene con il testo del gemellaggio, un reciproco impegno per progetti futuri, nuovi percorsi di educazione e promozione dei diritti umani e della dignità della persona, ha chiuso il presidente nazionale ANVCG Michele Vigne dicendosi fortemente convinto che la voce delle vittime civili di guerra possa dare ancora un efficace e importante contributo alla società odierna, multiforme e globalizzata ed ancora attraversata da conflitti e sofferenza. Il presidente Vigne ha sottolineato però come si parli molto di vittime civili di guerra ma poco con le vittime civili di guerra, con la conseguenza che dai dibattiti e dalle decisioni resta esclusa proprio la voce di chi subisce la violenza bellica, una voce che al contrario dovrebbe essere ascoltata di più anche per non ripetere i drammatici errori del passato.

Ha moderato l’incontro Maurizio Sacchi giornalista dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo. In platea, due classi del Liceo linguistico Mamiani di Pesaro, oltre a diversi soci e volontari delle due realtà protagoniste dell’evento. L’evento è organizzato in collaborazione con Milano è memoria nell’ambito del progetto “Esercitare la Pace”, è realizzato con il concorso di risorse della Regione Lombardia ed è un’iniziativa che rientra tra le attività previste dal protocollo di intesa tra l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra e il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

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