Il suo sacrifico estremo fu l’esito di una vita vissuta nella dedizione, nel servizio, nell’amore. E oggi, mentre viviamo ancora la tragedia della guerra, delle persecuzioni e delle discriminazioni, della povertà e dello scarto, la vita e la morte di Salvo D’Acquisto testimoniano, come ogni ingiustizia, violenza, vendetta possano essere trasformate dall’amore, diventando un potente messaggio di giustizia, pace.
E ci sembra significativo, in tal senso, che nello stesso Decreto viene dichiarato Venerabile padre Kaupan, un cappellano militare americano, testimone di pace in quanto diede la vita per i suoi compagni di un campo di prigionia in Corea del Nord.
La Chiesa Ordinariato Militare, particolarmente chiamata a diffondere il Vangelo della pace, vede nella vita di Salvo D’Acquisto un esempio luminoso di quel dono di sé che caratterizza l’opera di difesa e protezione della vita umana portata avanti ogni giorno da uomini e donne delle Forze Armate e Forze dell’Ordine, e ne addita il messaggio a tutti gli uomini e donne di buona volontà.
È un messaggio nel quale sentiamo riecheggiare con forza, in questo Giubileo, l’invio a quella «speranza» che, «fondata sull’amore, non delude. La speranza, infatti, nasce dall’amore e si fonda sull’amore che scaturisce dal Cuore di Gesù trafitto sulla croce», come scrive nella Bolla di Indizione del Giubileo Papa Francesco.
Siamo infinitamente grati al Santo Padre e accogliamo commossi da lui il dono del nuovo Venerabile Salvo, affidandolo anche alla sua intercessione, in questo momento di prova nel quale gli siamo vicini con grande affetto e incessante preghiera.
