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MAREVIVO IN AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO: UNA CABINA DI REGIA PER UNA GOVERNANCE INTEGRATA DEL MARE

Nella giornata di lunedì 8 marzo Rosalba Giugni e Ferdinando Boero, rispettivamente  Presidente e Vicepresidente di Marevivo, sono stati ricevuti in audizione presso la Commissione Ambiente  del Senato per discutere il Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR). 

Relativamente al PNRR approvato dal consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2021, Marevivo ha espresso  profonda preoccupazione per la mancanza di temi ambientali e, in particolar modo, del mare. 

Questo avviene nonostante nel nostro Paese il mare giochi un ruolo centrale sia per l’ambiente che per  l’economia: l’Italia infatti è caratterizzata da oltre 8.000 chilometri di coste, trentadue Aree Marine Protette,  nove arcipelaghi, 27 isole minori abitate, oltre 500 porti e approdi, e sono 200.000 le imprese italiane blu e  rappresentano il 3% del PIL con un trend in continua crescita. Inoltre, vista la posizione dell’Italia  “Promontorio di Europa nel Mediterraneo”, può avere parte preminente di cerniera nelle politiche euro  mediterranee. 

Dalla chiusura nel 1993 del ministero della Marina Mercantile le istanze legate al mare sono state divise in  sette ministeri ed è mancata una vera politica integrata per l’ecosistema marino. Per questo Marevivo ha  chiesto di ovviare a questa frammentarietà e di istituire all’interno del neonato Comitato Interministeriale  per la Transizione Ecologica (CITE) una struttura unitaria che dia vita ad una seria governance dell’immenso  patrimonio naturale ed economico che rappresenta il mare. Per assolvere al suo ruolo, questa cabina di  regia avrà bisogno di essere sostenuta da una robusta ricerca scientifica con maggiori fondi e un  coordinamento nazionale tra le molteplici realtà presenti nel nostro Paese. A questo proposito è altresì  fondamentale rafforzare le attività di educazione e sensibilizzazione ambientale su tutti i livelli (scuole,  università, aziende) così da garantire alle nuove generazioni una più completa conoscenza dell’ambiente e  del Pianeta.  

“Siamo felici dell’accoglienza ricevuta durante l’audizione, e speriamo di vedere finalmente realizzate le  richieste che portiamo avanti dal 1993 affinché venga istituito un organismo alla Presidenza del Consiglio che  assolva alla mancanza del Mare nella politica nazionale” ha dichiarato Rosalba Giugni, Presidente di  Marevivo. 

Marevivo ha inoltre identificato le tre aree di intervento prioritarie per avviare un percorso sostenibile verso  la transizione ecologica: 

Cambiamenti climatici. Per porre fine all’era dei combustibili fossili, l’Italia deve recuperare una posizione leader nel campo delle energie rinnovabili includendo la mobilità e sviluppando le relative filiere industriali  per raggiungere il target di neutralità climatica al 2050. Quindi continuare a cercare idrocarburi e gas nei  fondali marini è diventato un controsenso: bisogna dire stop alle trivellazioni, ai permessi di prospezione e  di ricerca di nuovi giacimenti. 

Protezione della biodiversità: Marevivo chiede a questo proposito un incremento della rete delle Aree  Marine Protette per arrivare all’obiettivo del 30% di mare protetto entro il 2030, ma prima di tutto è  necessario finanziare di più e meglio quelle già esistenti. Un secondo punto fondamentale riguarda la 

gestione sostenibile delle risorse ittiche, ormai al collasso e nonostante ciò completamente assenti nel  PNRR. 

Inquinamento: È fondamentale intervenire con urgenza sull’inquinamento da fonti industriali, agricole,  chimiche e batteriologiche, ma anche sull’abolizione dell’usa e getta e sulla valorizzazione di un sistema di  economia circolare. L’impatto dell’inquinamento da rifiuti sulle risorse marine è di notevole portata (il 7%  del marine litter è presente nel Mediterraneo che rappresenta l’1% dei mari del mondo). Vanno svolte idonee  azioni affinché sia realizzata una politica per i fiumi, che costituiscono la più rilevante causa di macro  inquinamento del mare, anche attraverso dei sistemi di raccolta che impediscano ai rifiuti di disperdersi nei  mari. 

Tutte le richieste di Marevivo sono temi presenti nelle direttive europee (Next Generation EU, Marine  Strategy, Single Use Plastics – SUP, New Green Deal Europeo), una mancanza di attenzione nei confronti  dell’ecosistema marino, oltre che della biodiversità, non solo rappresenta un’occasione perduta, ma ci  espone al rischio di bocciatura dello stesso PNRR per scarsa rispondenza alle linee guida europee.

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