«L’11 settembre ha aperto i nostri occhi. Abbiamo visto cose che non avremmo mai voluto vedere. Ma adesso, un anno dopo, possiamo chiudere gli occhi. E immaginare il futuro». Una bambina svedese, un ragazzo giamaicano, un monaco tibetano. Una curatrice di museo islandese, un bimbo italiano, una mamma indiana, una spogliarellista americana.
