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giovedì, 8 Ottobre, 2026

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Interventi su scuola e periferie: serve investire nel capitale umano

Andrea Bassi sul Messaggero intervista Carlo Borgomeo e analizza la necessità di interventi su scuola e periferie. «Carlo Borgomeo, spiega, per anni presidente della Fondazione con il Sud, ha ben spiegato che se prima non si investe nel capitale umano è difficile poi che gli aiuti alle imprese e allo sviluppo attecchiscano. Qualche giorno fa – continua l’articolo – la fondazione Invalsi ha rilasciato i dati sui test degli studenti delle scuole primarie e secondarie per il 2023. Gli alunni meridionali sono drammaticamente indietro su tutte le materie: italiano, matematica e inglese. Il presidente dell’Invalsi, Roberto Ricci, ha parlato di un ‘progressivo distanziamento negativo’, aggiungendo però, che non si tratta soltanto o tanto di differenze di apprendimento, ma anche di ‘opportunità di apprendere’. Che significa? Un anno fa la Svimez, in un ormai famoso studio, aveva calcolato che un bambino delle elementari che vive nel Mezzogiorno studia durante il suo ciclo, un anno in meno di un suo coetaneo settentrionale. Come è possibile? Perché nel Sud il tempo pieno a scuola è ancora un miraggio. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio, in una lunga analisi consegnata alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, ha stimato che per garantire il tempo pieno in tutte le classi, servirebbe aumentare la dotazione di insegnati del 30 per cento. Servirebbero, cioè, 4 miliardi. Una delle principali richieste ‘autonomiste’ delle Regioni del Nord riguarda proprio la scuola. Veneto e Lombardia vorrebbero pagare di più gli insegnanti e migliorare l’offerta. E questo trattenendo i soldi delle tasse dei loro cittadini». L’articolo prosegue qui.

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