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giovedì, 22 Febbraio, 2024

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Natale, Sant’Egidio: il pranzo che non esclude nessuno

A Santa Maria in Trastevere, il 25 dicembre, con senza fissa dimora, anziani, rifugiati accolti in Italia con i corridoi umanitari – A tavola con 80mila persone in Italia e 250mila in tutto il mondo: un forte messaggio di pace e solidarietà in un tempo di guerra e di crisi

Sarà un Natale di speranza in un tempo segnato dalla crisi e dalle guerre in Terra Santa, Ucraina e in diversi altri paesi, con tutte le loro conseguenze. Una grande festa che, da Santa Maria in Trastevere – dove nel 1982 si tenne il primo pranzo di Natale con i poveri – si irradierà in un centinaio di città italiane, con 80mila persone sedute a tavola, e in una settantina di paesi del mondo con 250 mila invitati.

Alle 13 la basilica si riempirà di senza dimora, anziani, rifugiati, tra cui alcune famiglie arrivate in Italia grazie ai corridoi umanitari e accolte dalla Comunità. Sono i poveri, amici di Sant’Egidio durante tutto l’anno. A tavola verrà servito, con apparecchiatura e posate compostabili, il menù tradizionale della festa (lasagne, polpettone, lenticchie, dolci natalizi) e ciascuno riceverà un dono personalizzato, come avviene in ogni famiglia.

Tante le iniziative che si terranno in contemporanea in un centinaio di città italiane e nel mondo (oltre all’Europa, anche in Asia, Africa e America), anche grazie al numero solidale 45586 (attivo fino al 26 dicembre), per lanciare un forte messaggio di speranza di fronte alle difficoltà che vivono tanti a livello economico e sociale.

Numerose le iniziative solidali che si stanno organizzando, per il periodo natalizio, anche nei giorni successivi, e nelle carceri italiane, tra cui il 26 dicembre, la distribuzione di lasagne e regali a tutti i detenuti di Regina Coeli e Rebibbia, e tre pranzi nelle sezioni dei malati dello stesso Rebibbia.

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