Articoli filtrati per data: Marzo 2021

    Proponiamo l'articolo pubblicato oggi sul quotidiano la Verità, con un'intervista realizzata al nostro direttore Paola Severini Melograni in cui racconta  il suo lavoro per le persone con disabilità e le sue battaglie. Severini ringrazia il direttore di Rai per il sociale Giovanni Parapini, il direttore di Rai Pubblica Utilità Giuseppe Sangiovanni, il direttore di Rai 2 Ludovico Di Meo e il vicedirettore Adriano De Maio, e  invita tutti a seguire le puntate di "O anche no"  in onda ogni venerdì su Rai  2. 

    Su Rai 2 il viaggio nella disabilità e nelle vittorie dei suoi protagonisti Venerdì in seconda serata «0 anche no» racconterà l'autismo assieme a chi ne è affetto di CLAUDIA CASIRAGHI ¦ Una trasmissione televisiva, per ridefinire i canoni comportamentali della nostra società. O anche no, contenitore Rai dedicato all'inclusione e alla solidarietà, è figlio di una volontà precisa. «Vorremmo dare una speranza a tutte le famiglie che temono di non potercela fare», spiega Paola Severini Melograni, una carriera illustre nel terzo settore. «Ogni giorno, riceviamo una media di 200 e-mail. Abbiamo un pubblico giovane che ci segue, circa mezzo milione di famiglie che ci ama. Queste famiglie, all'interno delle quali un membro è affetto da handicap, vogliono sapere che qualcuno ce l'ha fatta. Noi raccontiamo loro queste storie. Raccontiamo loro, ogni settimana, che è possibile un mondo in cui ragazzi normodotati si mescolano con ragazzi con delle disabilità. Lo facciamo senza buo nismo, senza la pornografia del dolore», con un'allegria che la giornalista Rai saprà portare con sé anche nell'appuntamento di venerdì prossimo, quando O anche no, a mezzanotte e mezza, su Rai 2, racconterà l'autismo, nella giornata mondiale per la consapevolezza del disturbo.

    «Siamo riusciti ad avere con noi David Shore, sceneggiatore e produttore televisivo canadese che, tra le tante serie, ha ideato Doctor House e The Good Doctor, show incentrato su un giovane medico autistico, affetto dalla Sindrome del Savant», racconta la Severini Melograni, che nell'episodio dedicato a una più profonda consapevolezza del disturbo dello spettro autistico cercherà di normalizzare quel che ancora viene etichettato come «diversità». «Lo schema di questa puntata di 0 anche no», in replica alle 9.30 della domenica di Pasqua, «E lo stesso delle puntate passate. Avremo le magie di Andrea Paris, le notizie della giovane Rebecca Zoe De Luca, giornalista quattordicenne affetta da atrofia muscolare spinale. Luca Milano, direttore di Rai Ragazzi, ci presenterà Lo specchio di Lorenzo, una nuova striscia animata dedicata al tema dell'autismo». Poi, Massimo Bottura porterà gli spettatori a conoscere Il Tortellante, laboratorio fondato perché giovani e adulti affetti da disturbo dello spettro autistico possano imparare a produrre pasta fresca fatta a mano, e Pizzaut, progetto di inclusione lavorativa per persone autistiche, racconterà le sue pizze, ivi compresa quella ribattezzata dpcm. «Nel nostro dizionario, non esiste la parola "poverino".

    Quello della disabilità è un mondo estremamente positivo: un ragazzino disabile, all'interno di una classe, pub avere un potere terapeutico sui bulli. Vogliamo ribadire che i ragazzi autistici possono fare una vita meravigliosa, lanciare lo stesso mes saggio che ho lanciato quando ho insistito per portare Ezio Bosso a Sanremo». Allora, la battaglia combattuta da Paola Severini Melograni è stata lunga e faticosa. Ma la presenza, all'Ariston, del pianista, il suo effetto dirompente è valso ogni sforzo. Bosso, scomparso nel 2020 per l'aggravarsi di una patologia neurodegenerativa, ha dimostrato come i limiti che la disabilità si dice porti con sé siano frutto di un pregiudizio, di una scarsa conoscenza. 0 anche no, dove nel corso dell'anno sono stati ospiti (senza alcun cachet) artisti del calibro di Carlo Verdone e Marlee Matlin, «È un lavoro utile al bene comune. Insieme, siamo riusciti a fare della disabilità un tema. Ci siamo messi al servizio di questo pubblico speciale con l'obiettivo di applicare i termini di contratto della Rai. Il canone in bolletta dà diritto a delle risposte». O anche no ha saputo darne di proprie, catturando con estrema positività l'attenzione di un pubblico eterogeneo. Che, forse, meriterebbe di vedersi rappresentato in uno spazio più consono, più vicino, magari, alla prima serata di Rai Due.

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    Il 2 aprile la AOU Policlinico di Napoli Federico II con Angsa Campania aprirà le porte in occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo. Tutti gli ambulatori saranno aperti per autistici 0-90 anni. La Direttrice Avv. Anna Iervolino ha assicurato che sarà la prima di molte altre giornate, anche per tutte le altre patologie del neurosviluppo, in associazione con ANFFAS.

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    Torino ha vinto il progetto europeo sui Centri di competenza per l’Innovazione Sociale dell'Unione Europea, aggiudicandosi 900mila euro per lo sviluppo di un Centro di Competenza nazionale. Il programma EaSI (Employment and Social Innovation) è uno strumento finanziario europeo che punta a promuovere un elevato livello di sostenibile, combattendo disoccupazione e povertà. Il progetto ha già raccolto il sostegno di oltre 30 stakeholders italiani pubblici i privati e l'obiettivo finale è creare un ponte tra politiche pubbliche e pratiche sociali.

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    Il 16 marzo scorso si è ricordato il trentesimo anniversario della morte di Santa Scorese, una ragazza pugliese di 23 anni considerata la prima vittima di stalking e femminicidio in Italia. Nell'occasione, la Camera dei deputati ha proposto la visione del docufilm di Alessandro Piva “Santa Subito”, prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission e Fondazione CON IL SUD attraverso il Social Film Fund Con il Sud. 

    "Quello del femminicidio, purtroppo, resta ancora un tema attuale e un problema da risolvere. In tal senso, l’attenzione della Camera e delle istituzioni dedicata al film rappresenta un segnale di speranza che, auspichiamo, possa tradursi anche in un cambio di cultura sul rispetto delle persone e delle donne", ha detto Marco Imperiale, Direttore Generale della Fondazione CON IL SUD.

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    Su Sky Arte il docufilm Il sistema sanità - Le pietre scartate, di Andrea De Rosa e Mario Pistolese – prodotto da Fondazione CON IL SUD e Fondazione Apulia Film Commission nell’ambito del Social Film Fund Con il Sud. Il film racconta il riscatto del Rione Sanità a Napoli grazie a Don Antonio Loffredo, con il supporto di Ernesto Albanese.

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    Mentre scoccava la 24esima ora, dopo aver percorso 120 km, Simone guardava le persone a lui più vicine chiedendo più volte: “Ce l’ho fatta?

    L’obiettivo, quando si è iscritto alla BiUltra 6.24 che si è conclusa a Biella da poche ore, era riuscire a percorrere 100 km in 24 ore, Simone è andato ben oltre, insegnando a tutti che si può vedere oltre le disabilità: 63 esimo su 285 partecipanti. All’arrivo non era solo, con la sua gioia e con il suo orgoglio, a lasciarsi andare stremato in un pianto liberatorio, ma era insieme a tutte quelle persone, familiari e amici, che lo hanno incoraggiato in questi anni. Una fiducia che ha permesso a Simone di raggiungere grandi conquiste, come quella di oggi che vanno oltre una gara ed abbattono stereotipi e pregiudizi nei confronti delle persone con disabilità intellettive. Imprese come queste favoriscono quella trasformazione culturale necessaria, affinché a tutti venga data la giusta opportunità di mettersi in gioco per crescere e migliorarsi, con fiducia, nello sport così come nella vita. Lo sport insegna a superare i propri limiti, a credere in se stessi e nelle proprie capacità: quando Simone Perona, 35 anni di Vandorno, frazione del Comune di Biella, ha iniziato a correre nessuno si sarebbe aspettato che sarebbe arrivato così lontano. Dai 5.000 e 10.000 metri Simone è passato ben presto alla mezza maratona, stabilendo all’arrivo, in quella di Brescia, il personale record di 1h e 53’. Un crescere di emozioni e traguardi che lo hanno portato, oltreoceano, a conquistare una medaglia d’Argento ai Giochi Mondiali Special Olympics di Los Angeles, nel 2015. Ancora in lui vivo il ricordo di un’esperienza umana indescrivibile; anche in quell’occasione, Simone ha pianto due volte: “Alla partenza perché credevo di non farcela ed all’arrivo, ma quelle erano lacrime di gioia perché mi sono sentito fiero ed orgoglioso di me stesso”.  

    La corsa è diventata per Simone proprio una sfida con se stesso, un mettersi alla prova, ogni giorno, per superare le proprie paure. Ha così intensificato i suoi allenamenti specializzandosi, negli anni, nella maratona: quella di Verona, nel 2016, l’ha chiusa in 4h e 33’ ma al di là dei tempi c’è la conquista di una maggiore fiducia ed autonomia che gli ha permesso di spingersi sempre oltre, ponendosi nuovi obiettivi. Simone, che nel 2019 aveva già preso parte al medesimo evento nella 6 ore, si è preparato per circa 2 anni a questa nuova impresa: ogni mattina ha percorso 4 km con la sua bicicletta per andare ad allenarsi al Parco della Burcina di Biella; allenandosi 6 giorni alla settimana per circa 5 ore al giorno. L’ultramaratona di 24 ore Simone l’ha corsa con il pettorale 2025: anno in cui l’Italia, dopo aver ufficialmente presentato la candidatura a livello internazionale, auspica di ospitare a Torino i Giochi Mondiali Invernali di Special Olympics.

    “Ho capito che avrei potuto provarci qualche anno fa, quando corro provo grandi emozioni, serenità e gioia: per me correre significa stare bene con me stesso. Simone dedica questo suo traguardo a tutti gli atleti Special Olympics che ogni giorno dimostrano di poter essere protagonisti di grandi imprese, così come ai suoi genitori ed a Charlie, il suo tecnico, che hanno sempre creduto in lui. In quella linea di arrivo varcata, quel traguardo raggiunto, non c’è solo la vittoria di Simone, ma di tante famiglie e tanti altri atleti che sognano una vita fatta di fiducia, opportunità ed inclusione. La voglia di Simone di mettersi in gioco è un esempio che dimostra come nessun obiettivo possa essere considerato irraggiungibile senza averci prima provato. È per questo che la sua personale sfida Simone l’ha già vinta, ancor prima di correre l’Ultramaratona, perché ha compreso che con passione, impegno e determinazione si può sempre migliorare e crescere diventando, ogni giorno, una persona migliore.

     

    Fonte: Ufficio Stampa & Comunicazione Special Olympics Italia

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    Alla vigilia della quinta conferenza di Bruxelles per la Siria, i responsabili delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, gli Affari Umanitari e i Rifugiati lanciano un appello ai donatori internazionali, per rafforzare e sostenere i milioni di rifugiati e di sfollati interni siriani, le cui vite e la cui sopravvivenza, dopo un decennio di crisi, dipendono dagli aiuti umanitari. 

    Con l'impatto del COVID-19, giunto ad aggravare una situazione già drammatica, non c'è tregua per i civili in Siria, che si trovano ad affrontare fame e povertà crescenti, continui spostamenti e attacchi armati. I paesi confinanti ospitano la maggior parte (4 su 5) dei siriani costretti a fuggire dalle proprie case, in quella che rimane la più grande crisi di rifugiati del mondo, mentre sono al contempo impegnati ad affrontare le crescenti sfide socioeconomiche interne.

    Oggi 24 milioni di persone hanno bisogno di aiuti umanitari o di altre forme di assistenza in Siria e nella regione circostante. Sono 4 milioni in più rispetto al 2020, e più che in qualsiasi altra fase storica dall'inizio del conflitto.

    Finanziare e sostenere i piani di risposta umanitaria delle Nazioni Unite significa garantire cibo, acqua e servizi igienici, servizi sanitari, istruzione, vaccinazioni e alloggi per milioni di persone che vivono sull'orlo del baratro in Siria. Consentirà anche di fornire assistenza finanziaria, opportunità di lavoro o formazione e altri servizi come l'accesso all'istruzione primaria e secondaria, in collaborazione con i sistemi nazionali, a milioni di persone in Giordania, Libano, Turchia, Iraq ed Egitto.

    Nel corso del 2021 oltre 10 miliardi di dollari saranno necessari per supportare i siriani e le comunità di accoglienza dei rifugiati, oggi in grande difficoltà. In particolare, sono necessari 4,2 miliardi di dollari per la risposta umanitaria in Siria e 5,8 miliardi di dollari per sostenere i rifugiati e le comunità di accoglienza nei paesi confinanti.

    Il Responsabile per gli Aiuti Umanitari delle Nazioni Unite, Mark Lowcock, dichiara: "Sono stati dieci anni di disperazione, un disastro per i siriani. Ora le condizioni di vita precipitano, il declino economico e il COVID-19 provocano un acuirsi di fame, malnutrizione e malattie. Si combatte meno, ma non si intravede uno spiraglio di pace. Aumentano le persone in stato di bisogno, più che in qualsiasi momento durante la guerra, ed è urgente restituire un’istruzione ai bambini. Garantire standard essenziali di vita per le persone in Siria è non solo un atto di gentilezza e di umanità, ma anche un ingrediente essenziale per raggiungere una pace duratura. È nell'interesse di tutti."

    Come sottolinea l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi, "dopo un decennio di esilio, le difficoltà dei rifugiati sono state aggravate dall'impatto schiacciante della pandemia, dalla perdita di mezzi di sussistenza e di istruzione, dall'aggravarsi della fame e della disperazione. I risultati che abbiamo faticosamente raggiunto nel corso degli anni sono già a rischio. La comunità internazionale non può voltare le spalle ai rifugiati o ai paesi che li stanno ospitando. Dobbiamo offrire loro il nostro impegno, la nostra solidarietà e il nostro sostegno incrollabili. Se mancassimo a questo impegno, sarebbe catastrofico, per i siriani e per l’intera regione."

    Il Responsabile dell'UNDP Achim Steiner aggiunge: "Il mondo ha vissuto 12 mesi mai visti. Tuttavia, per i rifugiati provenienti dalla Siria e le loro comunità ospitanti nella regione, la pandemia di COVID-19 è andata a colpire durante una crisi già decennale che rischia di portarli al punto di rottura. Attualmente, la povertà e le disuguaglianze sono alle stelle, poiché centinaia di migliaia di persone hanno perso il lavoro e i mezzi di sussistenza. E i paesi che ospitano i rifugiati stanno lottando per riuscire a fornire servizi di base come l'assistenza sanitaria e l'acqua. Ora più che mai, il sostegno della comunità internazionale è necessario per soddisfare bisogni umanitari salvavita, e per affrontare la drammatica emergenza di sviluppo che l’intera regione si trova ad affrontare."

    Alla conferenza dell'anno scorso a Bruxelles, la comunità internazionale ha impegnato 5,5 miliardi di dollari in finanziamenti per sostenere le attività umanitarie, di resilienza e di sviluppo nel 2020.

    Per donare: https://dona.unhcr.it/campagna/siria-10-anni/?cmp=21_OB_03_09

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    Ieri si è svolto al Senato della Repubblica la conferenza stampa per la giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo.Promossa dalla senatrice Paola Binetti,   con un videomessaggio di Erika Stefani, Ministro per la Disabilità;  l'intervento di Patrizio Bianchi, Ministro dell’Istruzione; Pierpaolo Sileri, Sottosegretario alla salute; Giovanni Leonardi, DG ricerca e innovazione; Carla Garlatti, Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza; la docente Maria Cinque, la psicologa Magda Di Renzo e il pediatra Alberto Villani.  la conferenza è stata moderata dal nostro direttore Paola Severini Melograni. 

    Potete rivedere gli interventi su TG Parlamento Rai 2 e TGCom24 e in radio su Radio Rai e Radio Radicale. 

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    Un’occasione irripetibile: inserire nel Comitato Interministeriale alla Presidenza del Consiglio per la Transizione Ecologica (CITE), una consulta che metta insieme i dicasteri che hanno competenza sui temi del mare.

    Marevivo lo ha chiesto con una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi e al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, lo ha fatto presente in Commissione Ambiente al Senato durante le audizioni sul PNRR e inoltre è stato presentato a firma dell’On Paola Deiana un emendamento al DL sul riordino delle attribuzioni dei ministeri.

    L’Italia, con i suoi 8000 kilometri di coste, 32 aree marine protette, 9 arcipelaghi, 27 isole minori, oltre 500 tra porti e approdi  e un’economia legata al mare che contribuisce per il 3% al Pil del Paese, senza contare al benessere fisico e mentale per chi frequenta o vive in quei luoghi, non possiede un ministero che gestisca questo immenso patrimonio.

    Dalla dismissione del dicastero della Marina Mercantile i temi legati al mare (es. pesca, trasporti, difesa, turismo, conservazione del patrimonio naturale) sono stati divisi tra sette ministeri e non esiste più una politica forte ed integrata.

    La necessità di salvaguardare il mare è solo episodica: vedi l’attacco ai Faraglioni di Capri smantellati dai pescatori di frodo di datteri di mare. L’arresto dei colpevoli, grazie alla costanza e alla professionalità della Guardia di Finanza, ha fatto notizia per qualche giorno ma poi, come già successo in passato, tutto è già stato dimenticato.

    Marevivo nel 1988 chiese al ministro della Marina Mercantile Giovanni Prandini il divieto a questa devastante pesca: in Ministro in soli tre mesi emanò un decreto di proibizione della pesca del dattero di mare con severe sanzioni che fu poi integrato con la proibizione alla detenzione e all’importazione.


    Dopo circa 40 anni di lotte contro la distruzione del mare, Marevivo rimarca con sgomento che la legge non basta e che l’attacco all’integrità del mare continua: manca attenzione da parte della politica.

    Nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che dovrebbe portare alla transizione ecologica il mare è assente, come lo è nei 6 obiettivi del Comitato interministeriale in via di costituzione alla Presidenza del Consiglio per la Transizione Ecologica. Siamo ancora un paese che non ama il mare, che lo vede solo come un fornitore di risorse (inclusi i datteri) o di ricavo economico a scopo turistico.

    L’Unione Europea ci chiede di dare centralità all’ambiente, e ci offre le risorse per farlo, e, in Italia, parlare di ambiente senza parlare di mare è impossibile. Constatiamo, invece, come sia ogni volta necessario richiamare l’importanza di questi argomenti che, puntualmente, vengono dimenticati. Siamo felici che i nostri appelli siano ascoltati, ma è triste dover continuare a doverne fare perché senza appelli il valore del mare non viene riconosciuto.L’ambiente, e il mare, non rientrano mai nelle priorità strategiche del nostro paese. Ci si accorge della loro importanza solo in occasione di disastri o di crimini come quello contro i Faraglioni di Capri.

    Marevivo chiede attenzione politica e mediatica a questi temi, un’attenzione che non debba essere continuamente sollecitata. Occorre pianificare la transizione ecologica su solide basi ecologiche: le tecnologie non bastano, se non sono progettate in base a specifiche che considerino i possibili impatti sull’ambiente. Puntualmente, ogni soluzione tecnologica ha portato altri problemi ambientali, risolti con ulteriori proposte tecnologiche che hanno creato altri problemi.

    Marevivo chiede che la transizione ecologica si fondi su un profondo rinnovamento culturale che riconosca il valore assoluto dell’ambiente. Non ci possono essere umani sani e economie sane in ambienti malati.

    L’indignazione per l’attentato alla salute del mare non si deve limitare a eventi episodici come quello caprese, ma deve diventare trasversale ad ogni nostro sentire politico e sociale.

    Cari politici non ci deludete, le energie del mondo del mare sono tante e aspettano un segnale concreto. Il mare se lo merita e anche noi. Avanti tutta!

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    L’account instagram del Papa nato nel 2016 oggi è seguito da 7.722.000 persone, soprattutto in Brasile, Stati Uniti, Colombia e Italia, in un’età compresa per lo più tra i 25 e i 34 anni.

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