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domenica, 14 Aprile, 2024

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

‘Mapping Diaspora’, il progetto che studia l’esodo culturale dalla Russia

Lunedì 16 ottobre 2023
ore 16.30, CFZ Cultural Flow Zone
Pontelungo, Dorsoduro 1392 – Venezia 

Mapping Diaspora è un progetto del Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca’ Foscari, che nasce per mappare e studiare una delle più ingenti migrazioni intellettuali del nostro presente, ancora in corso: la diaspora di artisti e intellettuali dalla Russia all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina. L’esodo ha dimensioni difficili da quantificare ma paragonabili solo all’ondata migratoria successiva al crollo dell’URSS negli anni Novanta.

Moltissimi studiosi, scrittori, registi, attori, attivisti, artisti e giornalisti non possono più continuare a vivere in Russia senza allinearsi alla politica governativa e partono verso Francia, Germania, Inghilterra, Serbia, Armenia, ma anche Messico, Argentina, India, spesso con visti turistici e in attesa di capire gli sviluppi della situazione.

Così è stato per Olga Shishko, che insieme Silvia Burini, direttrice dello CSAR, coordina “Mapping Diaspora”. Già curatrice del Museo Pushkin per la parte contemporanea, Olga Shishko è scappata dalla Russia ed è stata accolta a Venezia, a Ca’ Foscari, come scholar visiting in attesa di un visto di protezione speciale, come il suo compagno e artista Sergey Kishenko, che ha chiesto asilo in Italia.

Si parte dalla migrazione degli intellettuali dalla Russia, quindi, ma il progetto punta a diventare una piattaforma di raccolta e indagine ad ampio raggio sulla produzione artistica e intellettuale di chi è stato costretto da situazioni simili a lasciare il proprio Paese.

In una recente intervista su ArtribuneSilvia Burini ha spiegato che “si tratta di un progetto di ricerca che però è vivo nella nostra carne, a fronte di oltre un milione di persone già fuggite dalla Russia. Il nostro obiettivo è quello di tenere memoria, perché il fatto non passi sotto silenzio, ma anche di favorire i legami culturali, fornendo indicazioni pratiche a chi non ha più punti di riferimento, segnalando le opportunità di residenze e permessi di soggiorno artistici. La finalità del nostro lavoro, realizzato grazie a un gruppo di dottorandi e assegnisti, è certamente scientifica, ma vogliamo intercettare delle esigenze, fare rete con altre istituzioni. Molti degli artisti emigrati sono giovani, non hanno una rete di amicizie o legami consolidati, apriremo un canale Instagram per ricevere testimonianze, e vorremmo organizzare delle mostre. Partiremo da un primo tema, quello della valigia: stiamo già ricevendo i primi lavori video”.

Burini si sofferma anche sulla necessità di sollecitare una risposta istituzionale al fenomeno: “Chi si muove con visto turistico può restare solo novanta giorni in Italia. Sarebbe opportuno che anche il nostro Paese si muovesse con permessi di soggiorno speciali per artisti e intellettuali in fuga. In Inghilterra lo strumento già esiste come Talent Visa, ma anche la Francia prevede dei visti per chi lavora nel mondo dell’arte, e così la Germania. Queste persone dovrebbero essere protette, noi possiamo sollevare la questione e sollecitare il dibattito”.


Fonte: https://www.unive.it/pag/14024/?tx_news_pi1%5Bnews%5D=14057&cHash=d8c92aa19383b1ef51f528e6402972b5

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