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giovedì, 15 Ottobre, 2026

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David Maria Turoldo: poesia, fede e impegno civile

Parlare di David Maria Turoldo significa confrontarsi con una delle figure più significative del cattolicesimo italiano del Novecento. Religioso dell’Ordine dei Servi di Maria, poeta, predicatore e intellettuale, Turoldo fu una presenza spesso scomoda e profetica all’interno della Chiesa. Venne definito più volte una “coscienza inquieta” del cattolicesimo italiano perché non esitò a denunciare ingiustizie sociali, guerre, sfruttamento e forme di potere che riteneva incompatibili con il Vangelo.

David Maria Turoldo nacque a Coderno nel 1916 e attraversò alcune delle vicende più drammatiche del secolo scorso. Durante la Resistenza italiana partecipò all’opposizione al fascismo e fu vicino a coloro che lottavano per la libertà e la dignità umana. Nel dopoguerra continuò il proprio impegno accanto agli ultimi, ai lavoratori e agli emarginati, sviluppando una sensibilità sociale che lo portò a dialogare con il mondo operaio e con i movimenti che chiedevano maggiore giustizia e uguaglianza. Fu inoltre tra i principali sostenitori di Nomadelfia, il villaggio nato per accogliere gli orfani di guerra «con la fraternità come unica legge».

Turoldo non fu però soltanto un uomo d’azione. La sua grandezza risiede anche nella sua opera poetica, capace di coniugare l’impegno terreno con una profonda tensione spirituale. Nelle sue poesie emerge infatti la ricerca incessante di Dio, il senso del mistero, il dramma dell’esistenza umana e il desiderio di una relazione autentica tra l’uomo e il divino. La sua scrittura si muove costantemente tra la concretezza della storia e la verticalità della fede, tra il dolore del presente e la speranza della redenzione.

Importante omaggio a questa figura è stata la conferenza tenuta in Piazza della Chiesa, San Martino in Strada. Con ospite Mariangela Maraviglia, storica, autrice della biografia “David Maria Turoldo. La vita, la testimonianza (1916-1992).

MEIC Lodi – 5.6.2026 – David Maria Turoldo la vita, le testimonianze

Le poesie a Casa Turoldo

È proprio nel luogo che oggi custodisce la sua memoria, Casa Turoldo, che prende vita un’iniziativa dedicata alla poesia e al confronto culturale. Una volta al mese, dalle 15 alle 17, escluso il mese di agosto, alcuni poeti contemporanei incontrano il pubblico per condividere esperienze, riflessioni e percorsi di scrittura.

Si tratta di un’occasione preziosa per chi ama la poesia, per chi scrive e desidera confrontarsi con autori affermati, ma anche per chi semplicemente vuole ascoltare e partecipare a un dialogo che mette al centro la forza della parola.

Le mani che scrivono versi, quelle che sfogliano libri e quelle che si stringono in un incontro diventano il simbolo di una comunità che continua a credere nella poesia come luogo di ascolto, crescita e condivisione.

Calendario degli incontri 2026

Dopo l’appuntamento del 23 maggio con Gian Mario Villalta, autore, insegnante e direttore artistico di Pordenonelegge, seguiranno:

  • 14 giugno: Roberto Cescon, redattore della rivista Atelier e curatore del blog Poetisonovivi;
  • 4 luglio: Fabio Franzin, redattore di Smerilliana e vincitore del Premio Ugo Foscolo 2002;
  • 26 settembre: Maddalena Lotter, premiata in numerosi concorsi letterari;
  • 24 ottobre: Antonella Sbuelz, autrice di romanzi, racconti, poesie e saggi;
  • 14 novembre: Alessandro Canzian, fondatore della Samuele Editore e della rivista Laboratori critici.

Un percorso che, nel nome di Turoldo, rinnova il legame tra poesia, speranza e impegno umano. Un viaggio in cui la poesia, nonostante il Male, continua a incontrare il mondo e a interrogare la coscienza degli uomini.

Da Il grande male (Mondadori, 1987):

Ancora un’alba sul mondo:
altra luce, un giorno
mai vissuto da nessuno,
ancora qualcuno è nato:
con occhi e mani
e sorride.

 Daris De Vecchi

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