La cultura extraeuropea sta trovando sempre più spazio in Occidente, sia fra gli scaffali delle librerie, private e non, che nelle playlist e nelle sale dei cinema europei.
Se, come ricorda Internazionale in un articolo del novembre scorso, il mondo dell'editoria ha concentrato in misura sempre maggiore il suo interesse nei confronti della produzione africana, dimostrata anche attraverso l'assegnazione di numerosi premi a livello internazionale, come ad esempio la vittoria del Premio Nobel per la Letteratura da parte del tanzanino Abdelrazak Gurnah o la vittoria dell'International Booker Prize a David Diop per la traduzione in inglese di Fratelli d'anima.
L'interesse verso il mondo extraoccidentale, come detto, va oltre la letteratura, abbracciando anche la cinematografia. Ne è un esempio il Festival del cinema Africano, d'Asia e America Latina, che avrà inizio a Milano a partire dal 29 aprile, con la proiezione di Twist à Bamako di Robert Guédiguian, una storia ambietata nella Bamako (Mali) degli anni '60 che racconta la storia d'amore fra due giovani militari maliani, con sfondo la nascita del progetto panafricano. Il festival avrà la durata di 10 giorni e avrà luogo in quattro sale milanesi, oltreché sulla piattaforma MYmovies, e verrà concluso da Kung Fu Zohra, storia di violenza domestca ed empowerment femminile di una donna marocchina trapiantata a Parigi.
VALERIO D'ANGELI
