Ci sono occasioni in cui le vittorie che contano davvero sono quelle fuori dal campo, anche per una società sportiva. Questo è il caso delle Zebre di Parma, squadra di rugby della città emiliana. Nonostante gli scarsi risultati a livello sportivo, con una striscia negativa di ben tredici sconfitte filate, la squadra si è fatta portatrice di un gesto che vale piuù di mille vittorie. Come racconta Massimo Calandri per Dolcevita, l'amministratore delle Zebre, Michele Dalai, ha fatto arrivare i due pulman con cui di solito la squadra si sposta fino al confine ucraino, per poi far ritorno con 76 fra donne e bambini ucraini in fuga dalla guerra. L'atto di solidarietà è stato possibile grazie ai contatti il Polytechnic, socieà rugbistica di Kiev, di cui molti componenti sono rimasti in Ucraina a combattere o a fare volontariato per supportare la resistenza del popolo ucraino.
Le Zebre non sono nuove a esperienze di solidarietà, beneficienza e inclusività: insieme a Libera hanno infatto realizatto Rainbow365, il calendario contro l'omofobia che fa della squadra parmigiana la prima realtà gay-friendly e inclusiva. Non solo, il ricavato dell'iniziativa è stato devoluto a Magicaburla, onlus romana che fa clownterapia per i bambini in ospedale. Infine, Maxime Mbandà, uno dei giocatori più rappresentativi delle Zebre, è stato nominato da Sergio Mattarella come Cavaliere al Merito della Repubblica, nel giugno del 2020. Il suo merito? Aver prestato servizio per la Croce Gialla di Parma, occupandosi del trasporto dei malati di Covid.
La storia delle Zebre ci insegna come le vittorie più importanti siano quelle della solidarietà.
VALERIO D'ANGELI
