L’amore, la sessualità e le relazioni hanno bisogno di spazi dedicati, di tempi distesi, di linguaggi semplici e di molta fiducia. In particolare, i giovani con disabilità intellettiva hanno bisogno di occasioni che li aiutino a immaginarsi e progettarsi come adulti capaci di vivere una vita affettiva e relazionale al pari delle altre persone. Le famiglie, al tempo stesso, si trovano ad affrontare l’equilibrio complesso tra protezione, sostegno e libertà, in un intreccio di desideri, paure, tabù e resistenze che spesso ostacolano o rallentano questo percorso.
È partendo da queste consapevolezze che CoorDown ha organizzato a Rimini, lo scorso 20 settembre, il Convegno Nazionale “L’amore ha bisogno di spazio 2.0” presso il Centro Congressi SGR. Una giornata intensa di confronto, approfondimento e condivisione, che ha visto la partecipazione di esperti, famiglie, operatori, insegnanti e soprattutto ragazze, ragazzi e adulti con sindrome di Down.
I temi affrontati
Nel corso della mattina, i partecipanti hanno seguito le lezioni del prof. Mario Paolini, che ha parlato di “adultità possibili” per le persone con disabilità, e del prof. Angelo Lascioli, che ha posto l’attenzione sul perché sia necessario affrontare apertamente i temi di amore, sessualità e disabilità.
Nel pomeriggio, la giornata è proseguita con la presentazione del progetto “L’amore ha bisogno di spazio 2.0” a cura del dott. Daniele Rossetti, e con i tre laboratori paralleli dedicati a:
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Famiglie: Pensami grande. Lascia che possa costruire buone e possibili carezze, coordinato da Elisabetta Cimatti e Ivana Pili;
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Operatori: Progettare sessualità. Dialoghi tra esperienze e metodologie, coordinato da Anna Pretolani e Daniele Rossetti;
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Giovani adulti: Con-tatto. Sensazioni, emozioni nella relazione tra corpi per una sessualità consapevole, coordinato da Sonia Mazzitelli e Antonella Falugiani.
La giornata si è conclusa con una sessione plenaria, in cui i diversi gruppi hanno restituito riflessioni ed esperienze, confermando l’importanza di un’educazione alla sessualità e alle relazioni che sappia fornire strumenti adeguati, rispettosi e concreti a giovani adulti, famiglie e operatori.
Le parole di CoorDown
Antonella Falugiani, Responsabile Sessualità di CoorDown, ha ricordato:
«Abbiamo voluto riportare al centro un diritto fondamentale, che riguarda la possibilità per le persone con sindrome di Down di vivere relazioni affettive e una vita sessuale indipendente. È un percorso complesso, fatto di soddisfazioni ma anche di difficoltà, soprattutto per le famiglie che devono affrontare paure, pregiudizi e tabù. Condividere queste sfide in gruppo è fondamentale per non sentirsi soli e per trovare insieme nuove strade di fiducia e supporto».
