La missione educativa è un fine condiviso da un gran numero di realtà, per esempio, le Nazioni Unite hanno da poco celebrato la Giornata internazionale dell’educazione e l’Onu ha evidenziato il ruolo chiave dell’educazione nel promuovere la pace.
In Italia, l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), ha presentato delle iniziative in materia di educazione allo sviluppo sostenibile.
Questa è una delle tante iniziative che favoriscono l’attuazione degli Obiettivi dell’Agenda Onu 2030: un accordo stretto dai paesi membri nella quale entro il 2030, si vuole assicurare un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, in cui tutti, senza distinzioni, hanno l’opportunità di imparare.
“Nell’ottica di garantire il raggiungimento di questa meta è prioritario affrontare con determinazione il fenomeno multidimensionale della povertà” spiegano i promotori dell’iniziativa ASviS “ […]. La povertà troppo spesso è collegata al mancato accesso ai servizi (seppure esistenti ma frammentati), oltre che alla dispersione scolastica e alla consequenziale crescita delle diseguaglianze sociali“.
Evidenziano Francesca Bilotta e Claudia Mandrile, conduttrici di un’indagine nella quale hanno raccolto diverse testimonianze e storie di alleanze per contrastare le disuguaglianze educative: “Quando si parla di povertà, si tende spesso a considerare la dimensione economica e materiale. Ma non si può prescindere dal considerare la povertà educativa, ovvero la mancanza o il difficile accesso a opportunità di qualità. Di sviluppo delle proprie capacità. Di realizzazione dei propri talenti“.
Avendo determinato come l'educazione e la scuola abbia un ruolo molto rilevante nella vita dei bambini e in quella degli adulti che diventeranno, ASviS dà il via all’iniziativa “Scuole e territorio. Storie di connessioni”, progetto che vuole promuovere uno spazio di narrazione positiva tra istituzioni scolastiche e il territorio: l’emergenza educativa riguarda anche le diseguaglianze territoriali, la scuola è un elemento essenziale nelle comunità, e a questa problematica servono infatti delle risposte partecipate, corali.
Questa proposta proseguirà fino al Festival dello Sviluppo Sostenibile 2023 e saranno disponibili sul sito ASviS nei prossimi mesi diversi approfondimenti tematici che racconteranno, attraverso la voce dei protagonisti, il ruolo della scuola.
“A maggio sarà la volta di una storia tratta dalla ricerca ‘Indire’ sulle piccole scuole” spiegano i promotori dell’iniziativa “racconterà una scuola di prossimità. Learning hub e presidio civico. Come Centro di aggregazione e coesione. Una risorsa per l’educazione e opportunità di rigenerazione per l’intera comunità. Alcuni racconti saranno raccolti in un video da diffondere durante il Festival dello Sviluppo Sostenibile”.
Un altro progetto è “Fuoriclasse in movimento”: una rete di oltre 200 scuole promossa da Save the Children per prevenire e contrastare la dispersione scolastica.
Un’esperienza in corso da oltre un anno nel territorio di Aprilia, a Latina, tramite il Patto educativo di comunità: il lavoro congiunto tra gli istituti comprensivi, l’amministrazione comunale e l’associazionismo.
“Ciò sta portando risultati concreti in termini di protagonismo giovanile. Costruzione di reti. Pratiche partecipative” precisano Francesca Bilotta e Claudia Mandrile “ogni attore ha la possibilità di portare le proprie istanze. E di avviare un proficuo e paritario dialogo con gli altri partner. Un ruolo centrale lo assume la popolazione giovanile. E in particolare gli studenti che, organizzati attraverso il Consiglio Fuoriclasse, hanno la possibilità di esprimere bisogni ed essere ascoltati nelle decisioni che li riguardano. In sinergia con le loro famiglie“.
L’esperienza si è mostrata efficace nel raggiungimento di risultati immediati. come il supporto a famiglie con background migratorio assicurando l’alfabetizzazione linguistica o la ricerca di volontari per iniziative benefiche promosse dalla scuola o dal territorio.
