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giovedì, 15 Ottobre, 2026

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Presentato a Roma il report AIC “Calciatori sotto tiro”

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, si è detto preoccupato della situazione attuale riguardo alle violenze nel mondo del calcio, i dati, esposti durante la presentazione del report Aic 'Calciatori sotto tiro', rivelano un quadro poco promettente. 

Durante la stagione 2021/2022, tramite la raccolta di informazioni da fonti pubbliche o segnalazioni dirette, l’Aic ha censito 121 casi in cui i calciatori sono stati fatti oggetto di offese, minacce e intimidazioni.

Le «cattive» prestazioni restano la principale motivazione di tali comportamenti, segue il razzismo, spesso legato a matrice di dichiarata ispirazione nazi-fascista. 
I calciatori sono stati presi di mira principalmente come singoli (83%), soprattutto dentro gli stadi (60%) dove sono stati offesi, intimiditi e minacciati ricorrendo principalmente a cori (36%) e insulti verbali (22%). Fuori dagli stadi, le aggressioni avvengono anche in presenza dei figli. In alcuni casi vengono persino inseguiti e spogliati al termine della partita. 

I calciatori di colore sono il primo bersaglio dei casi di razzismo [39%]. Ma anche i colleghi dei Balcani [11%] o dell’America Latina [8%], per i giocatori italiani, spesso l’insulto è legato alla provenienza dalle regioni meridionali. 

Se si guarda alla distribuzione geografica dei casi, la Lombardia [26%] è la Regione ed il Nord [49%] l’area geografica che risultano più a rischio. Segue la Campania con Veneto e Lazio [12%].
Nel 64% dei casi sono i tifosi avversari a rendersi autori degli atti anche se in un caso su 3 sono tifosi ‘amici’.

"C'è un clima particolarmente delicato che non può essere sottovalutato. I dati preoccupano ed evidenziano la necessità da parte delle istituzioni, noi per primi, di continuare a costruire mattone su mattone una sorta di schermo contro le aggressioni" prosegue poi,  "servono sanzioni più pesanti, non solo da parte nostra ma anche da parte dei giudici. Chi viene individuato dagli organi di polizia per atti di violenza non può cavarsela con un fermo di un'ora o di un giorno e poi con un daspo”.

Secondo Gravina il daspo, acronimo che sta per "Divieto di Accesso ad una manifestazione SPOrtiva", che consiste in un provvedimento nel quale si vieta l’accesso a manifestazioni sportive ai soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine e la sicurezza pubblica, per un determinato periodo di tempo, non è più sufficiente: “servono sanzioni più forti e che puniscano veramente i delinquenti. Le norme che abbiamo adottato sono di per se particolarmente efficaci sotto il profilo del contrasto alla lotta al razzismo e alla discriminazione territoriale. Quello che serve ora è una maggiore collaborazione tra protagonisti del mondo del calcio e dello sport attraverso un maggiore e migliore ricorso alla tecnologia. Servono sicuramente sanzioni più pesanti. Al di là dei casi di violenza fisica – ha aggiunto poi il numero uno della federazione – c'è pure una sorta di tribunale pubblico sui social che desta grandissima preoccupazione. Tutto questo richiede un intervento drastico da parte nostra, un'azione di sistema per contrastare forme di violenza legate a leoni da tastiera".


 https://www.figc.it/media/190015/report_aic_calciatori_sotto_tiro.pdf

https://www.figc.it/it/federazione/news/presentato-a-roma-il-report-aic-calciatori-sotto-tiro-gravina-abbiamo-fatto-tanto-ma-questi-numeri-preoccupano/

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