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mercoledì, 28 Febbraio, 2024

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

Mostra: Finché non saremo libere

Dal 11 Novembre 2023 a 28 Gennaio 2024
Museo di Santa Giulia

Il progetto espositivo, a cura di Ilaria Bernardi, si propone di approfondire una tematica tanto attuale quanto drammatica quale la condizione femminile nel mondo, con un particolare focus sull’Iran.

Informazioni e Prenotazioni
Il CUP – Centro Unico Prenotazioni risponde dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00

In occasione del Festival della Pace, la mostra Finché non saremo libere sarà gratuita per tutti i visitatori dall’11/11/2023 al 25/11/2023.

La mostra costituisce il quarto atto della ricerca che Fondazione Brescia Musei ha dedicato con grande successo di pubblico al tema “arte e diritti”, a partire da Zehra Doğan. Avremo anche giorni migliori. Opere dalle carceri turche. (2019) per proseguire con Badiucao. La Cina (non) è vicina (2021) e Victoria Lomasko. The Last Soviet Artist (2022).
L’esposizione, che si colloca nel contesto del Festival della Pace e si inserisce all’interno della  seconda edizione di Progetto Genesi. Arte e Diritti Umani, approfondisce il tema drammaticamente attuale della condizione femminile nel mondo, con un particolare focus sull’Iran.

Il titolo della mostra rielabora, volgendolo al femminile, il titolo del libro Finché non saremo liberi. IRAN la mia lotta per i diritti umani (Bompiani, Milano 2016) di Shirin Ebadi, un’avvocatessa e pacifista iraniana premiata nel 2003 con il premio Nobel per la pace.

La prima sezione della mostra include un nucleo di opere di artiste donne della Collezione Genesi, costituita da opere d’arte contemporanea di artisti di tutto il mondo che riflettono sulle urgenti, complesse e spesso drammatiche questioni culturali, ambientali, sociali e politiche coeve.
Tra le opere esposte esposte due opere realizzate dalle artiste iraniane Shirin Neshat e Soudeh Davoud.

La seconda e terza sono da intendersi come omaggi monografici a due storiche artiste iraniane, apprezzate nei più importanti musei del mondo e per la prima volta esposte con una personale in Italia: Farideh Lashai (1944 – 2013) e Sonia Balassanian (b. 1942). Non solo quindi giovani artiste iraniane, ma anche nomi affermati, quali Zoya Shokoohi, che, in un’ottica di empowerment, possano dimostrare come, nonostante la drammatica storia del paese da cui provengono, siano riuscite ampiamente ad affermarsi all’interno del sistema artistico internazionale, veicolando un messaggio positivo e di speranza per le altre artiste iraniane e del mondo.

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