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domenica, 3 Marzo, 2024

fondato e diretto da Paola Severini Melograni

Raccolti 2000 regali per i bambini che frequentano, nelle carceri italiane, gli “Spazi Gialli” di Bambinisenzasbarre

La staffetta ha fatto parte della campagna natalizia di sensibilizzazione “Spazio Giallo va dal carcere in città”, un evento simbolico organizzato dall’Associazione Bambini senza sbarre Ets su tutto il territorio nazionale, in collaborazione con i partner della sua rete italiana, per la raccolta regali destinati ai bambini che frequentano gli Spazi Gialli presenti negli istituti penitenziari italiani.

Sono tante le persone che si sono recate nei punti di raccolta cittadini, nel corso delle 8 tappe, lasciando tantissimi regali che sono stati poi portati agli Spazi Gialli e distribuiti ai bambini che li frequentano.

Eridano Cooperativa Sociale di Brindisi, Lavori in corso di Foggia, Il Margine di Torino, Officina Socialmeccanica di Catania, Polo 9 di Ancona, Bambinisenzasbarre Cosenza e Bambinisenzasbarre Napoli sono i partner della rete nazionale dell’Associazione che hanno aderito all’iniziativa e organizzato localmente la raccolta regali nelle città.

Per chi non fosse riuscito a portare un regalo durante il periodo di raccolta, può ancora contribuire fino alla fine di gennaio, scegliendo di fare un “Regalo Sospeso” destinato ai bambini degli Spazi Gialli. Il “Regalo sospeso” può essere fatto attraverso una donazione a Bambinisenzasbarre > QUI < che sceglierà e consegnerà i giochi ai bambini presenti negli Spazi Gialli.

L’evento ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare sul tema degli oltre 100mila bambini che in Italia hanno un genitore in carcere (2,2 milioni di bambini in Europa) e comunicare la presenza della rete degli Spazi Gialli, creati da Bambinisenzasbarre nelle carceri italiane con il Progetto Nazionale “Il carcere alla prova dei bambini e delle loro famiglie-Applicazione della Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Lo Spazio Giallo

Lo Spazio Giallo è il luogo fisico e relazionale per i bambini, creato da Bambinisenzasbarre, all’interno del carcere. Qui gli operatori possono intercettarne i bisogni, accoglierli in uno spazio a loro dedicato dove si possono preparare all’incontro con il genitore, momento fondamentale per mantenere il legame affettivo, e attivare prese in carico dell’intero nucleo familiare con focus primario sul bambino.

Lo Spazio Giallo nasce nel 2007 dall’esperienza di Bambinisenzasbarre nel carcere di San Vittore. Oggi fa parte di un Sistema di Accoglienza che è diventato modello, è attivo in rete nazionale in Lombardia, Piemonte, Marche, Toscana, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata ed è diventato il punto di riferimento per la cura delle relazioni familiari in detenzione con al centro i diritti del bambino.

Lo Spazio Giallo e la sua realizzazione rispondono all’art. 2 della Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti. La Carta viene siglata per la prima volta il 21 marzo 2014 e sempre rinnovata dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, dal Ministro della Giustizia e dalla Presidente di Bambinisenzasbarre > QUI <.

È un documento unico che riconosce formalmente il diritto di questi bambini al mantenimento del legame affettivo con il genitore detenuto in continuità con l’art.9 della Convenzione ONU sull’infanzia e l’adolescenza e nel contempo ribadisce il diritto alla genitorialità delle persone detenute e impegna il sistema penitenziario in una cultura dell’accoglienza che riconosca e tenga inconsiderazione la presenza dei bambini che incontrano il carcere loro malgrado.

A rafforzare l’impatto della Carta – e del ruolo dell’Associazione a livello italiano ed europeo – si è anche imposta la Raccomandazione CM/Rec (2018)5, adottata ad aprile 2018 dal Consiglio d’Europa e rivolta al Comitato dei Ministri dei 46 stati membri. La Raccomandazione ha assunto come modello proprio la Carta italiana.

“L’Italia è il primo Paese che ha siglato questa Carta – afferma Lia Sacerdote, presidente dell’associazione-. Una firma ed un segno forte per i 100mila figli di genitori detenuti, in sé è uno strumento radicale che ha trasformato i bisogni di questi minori in diritti, consentendo loro di non sentirsi più colpevoli e contrastando l’emarginazione sociale a cui sono esposti”.

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