19 Giugno 2020 - 05:38

    Un ricordo di Emanuela di Castelbarco, ultima nipote di Toscanini

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    Il 19 giugno sarebbe stato il compleanno di Emanuela di Castelbarco, spenta nel 2018 a 84 anni nella sua casa di Manciano, in Toscana, dove aveva vissuto gli ultimi anni della sua straordinaria vita. Era l’ultima nipote di Toscanini, erede di una famiglia fra due secoli

    In un suo pezzo sul Corriere della Sera, il direttore di Angelipress e Segretario Generale del Comitato Internazionale VivaToscanini Paola Severini Melograni, la ricordava così:

    Le donne della famiglia Toscanini sono state tutte fuori dall’ordinario,ma Emanuela, l’ultima, ha saputo governare il passaggio tra i due secoli scegliendo di mantenere il ricordo del nonno attraverso il Comitato Internazionale VivaToscanini, nel 2007, anno in cui tutto il mondo celebrava i 50 anni dalla morte del Maestro. La conobbi nel 2005 e cominciammo assieme a preparare tutti gli eventi di quell’anniversario appassionante:tra le tante iniziative che avevamo programmato e poi realizzato, scelse di rischiare organizzando, grazie alla presidenza di Roman Vlad,e alla mia incoscienza (ero e sono il Segretario Generale del Comitato) per la prima volta assoluta in Italia,la proiezione dell’opera live nei cinema: «Mio nonno era un uomo aperto a tutte le sfide della modernità,amava la tecnologia,fu il primo direttore d’orchestra che accettò di dirigere in televisione,avrebbe certamente sostenuto questa scommessa» mi disse quando tutti ci scoraggiavano e nemmeno la Rai volle sostenere l’operazione (nonostante il Toscanini Day su tutte le reti). Al giorno d’oggi, dopo ben 11 anni, è invece normale vedere le grandi prime in contemporanea nei cinema.Con noi in questa avventura due giganti:Franco Zeffirelli,uno dei giovani del dopoguerra che erano stati sostenuti da Wally e Gianluigi Gelmetti, anche lui della scuola toscaniana, in una Traviata indimenticabile, in diretta dal Costanzi di Roma.

    Emanuela volle ricordare il nonno e soprattutto la visione che guidò tutta la vita di Toscanini, cioè legare la cultura al sociale,attraverso un tour che ci portò da Roma a Torino a Prato con tre mostre proprio sulle “Donne della Famiglia Toscanini”curate da Angelo Bucarelli,con la pièce teatrale “Io Arturo”, interpretata magistralmente da Arnoldo Foà, scritta da Piero Melograni, autore anche della più bella biografia sul maestro, oggi ristampata per Mondadori. Poi il viaggio in Israele (Toscanini si sentiva “ebreo onorario”) insieme con Riccardo Muti e tutte le celebrazioni dell’uomo di cui Einstein scrisse”sento il dovere di dirle quanto La ammiri e La veneri,la Sua esistenza annulla molte delle delusioni che devo subire da parte della species minorum gentium”. Emanuela Castelbarco Visconti Simonetta Pindemonte Rezzonico(lei era la prima a fare dell’ironia sul suo nome) aveva ereditato il coraggio del nonno, la bellezza della madre, la cultura del padre (il fondatore delle “botteghe di poesia”) ma la sua grande umanità, quella che ne ha fatto una amica impagabile per coloro che l’hanno frequentata, era tutta e solo sua.

    Qu l'articolo completo: https://www.corriere.it/spettacoli/18_dicembre_06/morta-l-ultima-nipote-toscanini-erede-una-famiglia-due-secoli-bbf4ed7a-f980-11e8-ae58-9c21af36aa5f.shtml

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