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Daniele Mencarelli presenta “Fame d’aria” su 7 uscito in edicola venerdì 13 gennaio

Daniele Mencarelli, poeta e scrittore, autore del libro “Fame d’aria” ha pubblicato un articolo su 7 in edicola venerdì 13 gennaio.

Il testo comincia riportando le parole di Pietro, il protagonista del suo nuovo romanzo e padre di Jacopo, un ragazzo autistico “I genitori dei figli sani non sanno niente. Se a ogni uomo e donna di questa terra dicessero quanto è difficile fare figli normali, nessuno ne farebbe più. Basta un niente, una proteina non assimilata, un enzima che non fa il suo lavoro. La normalità è come un biglietto della lotteria. Invece tutti pensano che sia naturale il contrario. Che un figlio è come un elettrodomestico, costruito per funzionare alla perfezione. Soltanto chi ci passa sa quante competenze ci vogliono per attraversare una strada, per prendere una penna in mano”.

A seguire, descrive il suo incontro con Massimo Bottura: "Mi accoglie con un sorriso spontaneo, semplice, altrettanto immediata è la simpatia, credo, spero, reciproca. Ma i modi non riescono a celare gli occhi, mobilissimi, aperti e in perenne movimento su tutto, con una speciale attenzione per quello che lo circonda”. Bottura, scrive, nel 2016 ha fondato il laboratorio creativo “Il Tortellante” insieme alla moglie Lara, Erika Coppelli che ne è Presidente e a un gruppo di genitori con figli autistici della zona.

“Un’idea semplice quanto straordinaria, di lavoro e comunità. Un’idea che va a riempire un vuoto drammatico. Perché quando si pensa all’autismo, infatti, viene naturale pensare ai bambini, non ai giovani uomini e donne che convivono con questo disturbo e che sono spesso abbandonati al proprio destino e a quello dei propri genitori. Pensare al loro futuro, umano, sociale, economico, è un impegno che noi e le nostre istituzioni dovremmo prendere e pianificare con ben altra lucidità e risorse”.

L’autore inoltre aggiunge che Massimo Bottura è uno degli chef più titolati al mondo, la sua Osteria Francescana ha tre stelle Michelin e da tempo è il numero 1 dei ristoranti italiani. Senza contare gli altri sparsi nello Stivale e nel mondo, tutti riconosciuti ai massimi livelli, ma molto più importante, è un padre. 

“Massimo ha reagito al disturbo del figlio con una visione concreta […] ha trasformato un’idea in realtà. Lui per suo figlio Charlie ha dato vita al Tortellante”. 
Mancarelli invece, che si definisce “artigiano che lavora con la parola” ha deciso di scrivere tutti i demoni che un genitore si ritrova a vivere quando è in gioco la salute neuropsichiatrica del figlio.

Il libro racconta la storia di Pietro, che in viaggio con suo figlio Jacopo verso la Puglia si deve fermare per un guasto alla vecchia Golf di famiglia. Il guasto all’automobile costringe padre e figlio a fermarsi per un fine settimana in uno sperduto paesino del Molise.
È lì che conosciamo la loro storia. Quella di Jacopo, ragazzo con una forma di autismo gravissimo che lo ha riportato a una specie di stato neonatale, ma soprattutto quella di Pietro. Suo padre.
A come ha vissuto la condizione del figlio come una specie di sconfitta personale, a come si è indebitato per permettere al figlio di fare tutte le terapie prescritte dal caso. 

“Massimo Bottura è colpito dal racconto del romanzo, soprattutto lo atterrisce l’idea di una famiglia con un figlio unico affetto da autismo. Il loro Charlie ha una sorella più grande. Ovvero un affetto che resisterà al tempo più di lui e sua moglie.” 
Proseguendo, Mencarelli continua: “In questa giostra che dona a tanti un figlio con problemi di salute, noi siamo i fortunati. Quelli che hanno potuto sopperire ai bisogni richiesti[…], come le terapie, in nove casi su dieci a pagamento” specifica, “Ci sono i ricchi. E ci sono i poveri. La malattia è ugualmente terribile, ma i primi possono fare a meno di torturare la propria coscienza. I secondi no”.

Bottura è riuscito a guardare al futuro, al “dopo di noi” dando vita ad una loro visione delle cose “guardare al futuro con spirito utopistico, creare dal niente quello che non esisteva. Questo ci chiederanno le migliaia di adulti affetti da autismo” prosegue, “in tanti si stanno svegliando […]. In Italia, maestra di diritto, si è creata sulla spinta di decine di famiglie la Legge n. 112/2016 detta proprio Dopo di noi, che intende dar vita a nuove forme di accoglienza e convivenza per chi vive il disagio e la malattia in tutte le sue forme. Alle parole seguano i fatti. Come Massimo Bottura, Charlie e tutti i magnifici ragazzi del Tortellante, contro quell’inferno in terra che si chiama abbandono sociale e che fa strage tutti i giorni”.


Fonte: https://www.corriere.it/sette/attualita/23_gennaio_14/bottura-figlio-charlie-tortellante-3b702e28-919b-11ed-b828-0a60b6fd1fc8.shtml

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