La guerra in Ucraina ha provocato una profonda preoccupazione, non solo per la tragedia a cui la popolazione è tuttora soggetta, ma anche per la destabilizzazione internazionale sul piano culturale, politico, economico ed ecologico, nonché della pace.
Di fronte ad un tale evento che ha evidenziato atroci crimini di guerra si sono inoltre suscitate contrapposizioni di pensiero, ideologiche e religiose.
La concretizzazione dell’amore per la pace accade quando a fronte di fenomeni richiedenti risposte non semplicemente nazionali, le attuali istituzioni si rafforzano e si riformano urgentemente in modo che in esse siano equamente rappresentati gli interessi della popolazione.
L’instaurazione e il mantenimento della pace esige, sempre più, la partecipazione di tutti alla costruzione di una vera e propria società politica mondiale ed è essenziale reclamare che le armi tacciano al più presto perché prevalga il dialogo fra le parti e il lavoro della diplomazia per una soluzione giusta.
Gesù invita a rinunciare alla strategia della violenza per assumere quella dell’amore attivo e creativo: «Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra; e a chi ti vuole chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello. E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due. Dà a chi ti comanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle» (Mt 5,38-42).
