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mercoledì, 24 Aprile, 2024

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“Non chiedermi chi sono” il nuovo libro di Luca Trapanese

Il nuovo romanzo di Luca Trapanese, un autore da 40.000 copie vendute, un simbolo di coraggio, di forza e determinazione a dispetto di tutto e di tutti

«Parla, con ogni mezzo, di diversità e inclusione per sovvertire i pregiudizi ancora troppo radicati nella società».
La Stampa

«Combattere il tabù che impedisce di associare l’amore alla malattia».
Il Venerdì di Repubblica

Luca TRAPANESE

NON CHIEDERMI CHI SONO

«A volte tutto quello che serve è un po’ di levità. Il mondo è complesso e doloroso. Ma è anche ricco di gioia e di amore. Molto dipende dagli occhi con cui lo guardiamo»

IL LIBRO

Le vacanze, il mare, un amore indimenticabile. Questo vogliono i compagni di scuola di Livio, appena superato l’esame di maturità. Non lui, che dopo aver perso il suo migliore amico per una disgrazia, ha deciso di dedicare la propria vita ad aiutare gli altri. Vorrebbe tornare in India, dov’è già stato in missione l’estate precedente, ma si è fatto troppo tardi per partire. E allora don Gino, il parroco del suo quartiere, ha un’idea. Un compito speciale. Del resto, non serve andare dall’altra parte del pianeta per trovare qualcuno che ha bisogno di assistenza. Il compito speciale si chiama Vittorio, ha trent’anni, una famiglia rispettabile, un’intelligenza rara, un futuro professionale sulle orme del padre. Vittorio però ha subìto un ‘forte stress’ – così almeno lo chiama sua madre – e qualcosa in lui si è rotto. Sta chiuso nella sua stanza da mesi, con le tapparelle abbassate, la barba lunga, sempre gli stessi vestiti, spaventato dal mondo esterno e da alcune voci che gli dicono delle cose. Era un genio, si mormora in giro, ma adesso è pazzo. Eppure in lui, nel mistero del suo dolore, Livio troverà non soltanto un prezioso amico, ma la forza per affrontare i propri problemi, l’ansia di crescere in una società che non ammette deviazioni dalla norma.

Con la sensibilità che lo caratterizza in tutte le sue attività, Luca Trapanese racconta cosa significa soffrire – per una malattia, per amore, o perché non ci si sente al proprio posto nel mondo – e cosa significa convivere con gli altri, riconoscersi uguali nella diversità, bellissimi nell’imperfezione.

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